ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Ciccio Pedone con il cuore diviso tra Bari e Samp: "Cassano può scardinare la difesa barese. Attenzione a Barreto e Kutuzov"
Sampdorianews.net ha contattato in esclusiva uno dei principali protagonisti del ritorno della Sampdoria in serie A, un giocatore simbolo del Bari tra il 1993 e il 1996, un centrocampista duttile che ha lasciato un buon ricordo in qualunque squadra della sua carriera. Stiamo ovviamente parlando di Francesco Pedone.
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Ti aspettavi un campionato simile da parte della Sampdoria?
“La Samp è circondata da un entusiasmo incredibile, finora quasi tutti i sogni si stanno avverando, come ha sostenuto Del Neri, la squadra deve vivere alla giornata senza fare voli pindarici”.
La pesante sconfitta di Torino potrebbe avere conseguenze psicologiche sui giocatori?
“Non credo, anche prima della partita di Torino, il motto della squadra era tenere i piedi per terra, una sconfitta contro la Juve può anche starci, è una grande squadra che ha vissuto una serata eccezionale, il risultato finale è stato pesante, ma non credo che possa generare strascichi nella testa dei giocatori”.
Domenica sarà la prima volta di Antonio Cassano contro il suo Bari, a 10 anni dal trasferimento alla Roma. Che partita ti aspetti dal fantasista blucerchiato, potrebbe sentire troppo l’emozione?
“Antonio è cresciuto ed è stato lanciato nel grande calcio dal Bari, sono passati tanti anni, non è un ricordo fresco, anche se ovviamente è la sua città, dove ha tantissimi affetti. Per lui sarà più difficile giocare al San Nicola, secondo me domani sarà emozionato prima di scendere in campo, poi darà il massimo come sempre per far vincere la Sampdoria, mettendo un attimo da parte i sentimenti”.
Cosa hanno rappresentato il Bari e la Sampdoria nella tua carriera?
“Bari ha rappresentato la prima parte importante della mia carriera, con quella maglia ho esordito a 25 anni in serie A in un Bari – Lazio, realizzando il sogno di tutti i ragazzi. A Bari sono stato bene anche fuori dal campo, ho vinto un campionato di serie B, ho vissuto emozioni speciali, ho giocato nella massima serie, comprendendo che potevo benissimo stare nel palcoscenico più prestigioso. La Sampdoria è stata la parte più importante della mia carriera, ho trascorso 5 anni tra giocatore e altri lavori, è diventata ormai la squadra del cuore. Sono due squadre che mi hanno dato tanto e, da parte mia, spero di aver contraccambiato”.
A tuo parere quali sono realisticamente gli obiettivi delle due compagini?
“Per il Bari l’obiettivo principale è la salvezza, deve mettere più punti possibili in cascina, perché arriveranno i periodi di flessione, è importante ottenere adesso un vantaggio da gestire al meglio. Finora Ventura ha dato una grande fisionomia alla squadra, che tende sempre ad imporre il proprio gioco anche contro le big, è una compagine destinata a costruire gioco e non a distruggere quello avversario. Se continua di questo passo, raggiungerà il proprio obiettivo molto prima di maggio. La Samp non deve darsi adesso obiettivi particolari, finora, dopo Inter e Juve, è la migliore tra le squadre di seconda fascia, deve vivere alla giornata, continuare a fare gioco. Verso marzo si capirà quale tra la Champions e l’Europa League può essere il vero obiettivo”.
Quali possono essere gli uomini decisivi della sfida in programma al “Ferraris”?
“Soprattutto in casa Cassano fa sempre la differenza, fa goal ed è un eccezionale uomo assist, è l’uomo più indicato per scardinare la difesa del Bari. Sull’altro fronte mi piace molto Barreto, è tecnico, rapido e non bisogna concedergli troppo spazio, altrimenti si rischia di dover commettergli fallo per interrompere le sue azioni. Attenzione a Barreto, anche se, per l’affetto che ci lega da ex compagni alla Sampdoria, cito anche Kutuzov, un bravo ragazzo”.
Kutuzov, ai tempi della Sampdoria, avrebbe potuto incidere maggiormente?
“Tecnicamente è tra i giocatori più bravi con i quali abbia mai giocato, gli manca un po’ la continuità in zona goal, ma si sacrifica molto per la squadra, lo ha dimostrato sia alla Samp, che adesso al Bari. È molto utile per l’economia della squadra. Ha doti tecniche molto importanti, non a caso da giovane lo aveva acquistato il Milan. Per il suo valore forse poteva fare di più, ma la sua carriera finora non è assolutamente da buttare”.
Domenica il tuo cuore sarà quindi diviso….
“Bari e Sampdoria sono state due squadre importanti nella mia carriera. Vivendo adesso a Genova con la famiglia, la Samp mi sta un po’ più nel cuore, il tifo è spostato verso di lei, ma spero che il Bari disputi una gran bella partita, si possa togliere molte soddisfazioni in campionato, perché un’importante realtà del Sud e il suo posto è la serie A, mi auguro per tanti anni”.
