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 Mercoledì 23 Luglio 2014
UNA REGINA SOTTO I RIFLETTORI
A CHI AFFIDERESTI LA PORTA DELLA SAMP?
  
  
  
  
  

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UNA REGINA SOTTO I RIFLETTORI

Dale Dale Doria!

Giornalista pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net. Dall'estate 2006 nella redazione di Tuttomercatoweb.com. Opinionista per "Sampdoria sempre con te" su Radio 103.
15.04.2012 17:34 di Diego Anelli  articolo letto 1948 volte
© foto di Filippo Gabutti

Qualcuno aveva gettato le speranze dopo il pareggio casalingo contro l’Ascoli in una gara peraltro disputata contro una squadra  bravissima nel chiudersi a riccio, fare fortino e non farci assolutamente giocare spezzettando continuamente il ritmo, poi la Sampdoria aveva espugnato il “Tombolato” di Cittadella e scacciato l’incubo Nocerina al “Ferraris”.

Per la prima volta da due mesi a questa parte non si è fatta una partita come ci si aspettava, è accaduto a Crotone, dove peraltro la Samp, oltre ad un campo ostico per chiunque, ha dovuto disputare l’ultima mezz’ora in inferiorità numerica per l’ingenua espulsione di Berardi, capace di rimediare due evitabilissimi gialli nel giro di 15’, e ha provato perfino a vincere comunque la partita prima del goal beffa di Eramo all’ultimo respiro.

Alla vigilia della sfida contro il Brescia dei gufi si era perso il conto, i mugugnoni erano saltati nuovamente fuori, di coloro che si abbattono alla prima difficoltà non sappiamo cosa farcene. Il 2011 è stato un anno non pieno di errori, ma di terremoti, decisioni incomprensibili, imbarazzanti e scandalose, ma come è giusto non dimenticare, è altrettanto corretto voltare pagina, sperare di aver imparato dagli errori commessi, guardare avanti, concentrarsi sul presente, su questa Sampdoria, capace di una rimonta che avrebbe dell’incredibile.

Se fino alla trasferta di Gubbio mi guardavo esclusivamente alle spalle e alla bagarre play-out perché dentro e fuori dal campo non si registravano elementi che portavano ad essere ottimisti, dalla vittoria contro il Verona ho ritrovato la mia Sampdoria e non mi riferisco esclusivamente al risultato, al fatto di aver sconfitto l’autentica sorpresa del torneo, arrivata a Genova con 14 punti in più rispetto alla compagine blucerchiata, anche se non sarebbe già un fattore da sottovalutare. Mi riferisco invece al come sia venuta la vittoria, all’anima, al cuore, allo spirito, alla corsa, al gioco corale, alla voglia di abbattere qualsiasi ostacolo, anche quello apparentemente più insormontabile, che ho riscontrato nei giocatori. Da quel momento ho capito che sarebbe stata dura, occorreva un’impresa, ma potevamo ancora farcela.

Se Romero è una saracinesca, se Gastaldello sta ritornando il baluardo difensivo che avevamo ammirato fino a due anni fa, se Rossini è ormai diventato intoccabile dopo i mesi in panchina durante la gestione Atzori, se Obiang si conferma l’autentico padrone del centrocampo, se Renan sta crescendo partita dopo partita per quantità e qualità, se Pozzi lascia sempre il segno, se Pellè ha dimostrato di esserci eccome, se Iachini ha trovato da tempo il bandolo della matassa e sa di avere a disposizione la rosa giusta per coronare l’impresa, abbiamo ancora molte frecce nel nostro arco.

Munari deve ancora metterla e ci attendiamo da lui goal pesanti,come del resto da Eder, spesso immarcabile per gli avversari e puntuale assist-man, è ancora alla ricerca della prima gioia personale in blucerchiato, Juan Antonio e Foggia hanno mezzi tecnici incredibili ma devono ancora trovare continuità di rendimento ed essere più freddi in fase realizzativa, Krsticic rappresenta un jolly preziosissimo per geometrie e polmoni nel cuore del centrocampo, Bertani può tornare decisivo nelle gare finali, confermando che il giocatore ammirato ad inizio stagione non fu un lontano parente.

Il calendario non è semplicissimo, ma la Samp capace di conquistare vittorie esterne, uscire imbattuta a Modena contro il Sassuolo, di piegare in casa sia Verona che Brescia e conquistare l’intera posta in palio in ben 5 occasioni nelle ultime 6 apparizioni interne, può ancora farcela, deve avere rispetto di qualunque avversario, ma senza temere nessuno. Bari, Reggina e Pescara in casa rappresentano tre gare delicate, le trasferta di Vicenza, Modena e Castellamare, in attesa del possibile spareggio di Varese, costituiscono test da prendere con le pinze contro avversari impegnati nella lotta per non retrocedere, o contro autentiche sorprese del torneo come la Juve Stabia che ci aspetta nel suo fortino.

Sono convinto che la Samp c’è e ci sarà fino alla fine a prescindere dall’esito finale del torneo, lo sono altrettanto dei tifosi, sempre presenti, che non l’hanno mai lasciata sola, degli stoici che l’hanno seguita a Nocera e a Crotone, anche di chi l’ha voluta seguire ed è stato costretto a restare all’esterno degli stadi per la discutibile normativa sulla tessera del tifoso. Il mio è un messaggio rivolto ai tifosi più tiepidi, ai simpatizzanti, a chi ha voluto almeno un po’ di bene ai colori blucerchiati, a chi si è visto in Piazza de Ferrari dopo il raggiungimento del quarto posto e a Brema per poi sparire nuovamente alla prima difficoltà, ma si considera comunque, a torto o a ragione, un tifoso doriano. È il momento di dimostrarlo con i fatti.

Questo è il momento che tutti diano il proprio supporto alla Sampdoria, che contribuiscano a rendere il “Ferraris” un’autentica bombonera e partecipino ad ognuna delle prossime trasferte per portare la Gradinata Sud in giro per l’Italia. Non lasciamo nulla d’intentato, crediamoci tutti insieme, cantiamo a squarcia gola, spingiamo i ragazzi, possiamo ancora farcela, riprendiamoci quanto abbiamo perso soltanto un anno fa. Dale dale Doria!

 


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