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ESCLUSIVA SN - Bazzani: "Grosso merito va a Iachini. Verratti illumina il gioco in mezzo al campo"

14.05.2012 18:50 di Diego Anelli  articolo letto 1524 volte
© foto di Federico De Luca

Domenica al "Ferraris" è in programma il big-match tra Sampdoria e Pescara, la sfida tra le compagini più in forma del torneo cadetto. Per analizzare al meglio la sfida Sampdorianews.net ha avuto il piacere di contattare in esclusiva un doppio ex, Fabio Bazzani:

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Fabio, nel 2012 la Sampdoria è rinata dopo mesi di buio profondo. “In questi mesi la Sampdoria ha acquisito tanta fiducia e consapevolezza nei propri mezzi, ha fatto un bel filotto, ha dato continuità al proprio campionato compiendo una grande rimonta ed è riuscita a rientrare nel gruppone dei play-off. Grosso merito va a Iachini, riuscito a trasmettere autostima al gruppo. I valori c’erano per i play-off, ora sono venuti fuori”.

L’arrivo di Iachini è stato vitale, a tuo parere anche il mercato di riparazione ha dato una grossa mano alla svolta blucerchiata? “Sicuramente anche il mercato di gennaio è servito, sono partiti giocatori che soffrivano a restare, anche per le scorie della retrocessione, non riuscivano più a rendere come volevano, a gennaio sono arrivati invece giocatori sia di qualità sia dalle grandi motivazioni, con il vento in poppa, poi il lavoro di Iachini è stato fondamentale, ha individuato la strada da intraprendere, la squadra l’ha seguita e si è sbloccata”.

Ti ha fatto una strana sensazione vedere Angelo Palombo indossare un’altra maglia vero? “Se qualcuno me ne avesse parlato sicuramente sarebbe stato qualcosa difficilmente pronosticabile, ma nel calcio sono cose che possono accadere. Qualcosa forse si era rotto dopo la retrocessione, lui si è caricato troppe responsabilità e non riusciva più a rendere, si è preferito staccare qualche radice del passato e affidarsi ai nuovi arrivati. Era una situazione difficilmente pronosticabile, in quel momento forse è stata presa la decisione che volevano tutti, Angelo è poi andato ad indossare una maglia importante ma senza grossa fortuna”.

Fabio conosci bene anche l’ambiente pescarese. La scorsa estate ti aspettavi la straordinaria cavalcata del Pescara? “Un campionato del genere no, ma ero convinto che avrebbe disputato una buona stagione, è tanto l’entusiasmo della gente, la città spinge la squadra, già dalla promozione in serie B, attesa da anni, si era generato tanto entusiasmo. L’arrivo di Zeman è stato fondamentale, gli è stata data la possibilità di lavorare nel migliore dei modi, sul mercato sono stati acquistati giocatori da lui richiesti, il Pescara sta occupando la posizione che merita, raramente ho visto, almeno dalla metà campo in su, squadre in grado di offrire un gioco simile. La squadra di Zeman vanta anche giocatori di valore, Insigne su tutti, per non parlare del bomber Immobile”.

Insigne, Immobile sono due dei gioielli che stanno portando il Pescara in serie A, senza dimenticare però Verratti, già preconvocato da Prandelli. “Con lui ho giocato insieme a Pescara, l’ho conosciuto quando aveva 16 anni, ma già aveva la personalità e le doti del giocatore maturo. In questi anni è cresciuto ancora, ha acquisito un superiore bagaglio d’esperienza. Già a 16 anni si vedeva in lui la stoffa e la personalità del giocatore di valore, ha un talento straordinario, una visione di gioco eccezionale, lui illumina il gioco in mezzo al campo. La chiamata di Prandelli è una grossa soddisfazione, potrebbe non andarci all’Europeo, ma si tratterebbe comunque di un messaggio da parte del C.t. per il ciclo successivo. Dopo Pirlo non vedo un altro giocatore italiano con quelle caratteristiche, alla Pirlo, alla Liverani, per intenderci”.

Verratti è seguitissimo in chiave mercato.  A tuo parere sarebbe preferibile un altro anno a Pescara in serie A, oppure accettare subito la chiamata di una big? “Se lo chiamasse una big sarebbe sempre difficile dirle di no, ma se avesse la possibilità di fare la serie A un anno con il Pescara, quindi nell’ambiente dove è nato e cresciuto, glielo consiglierei piuttosto che fare la massima serie in un’altra compagine di medio livello. Rispetto a quest’ultima ipotesi sarebbe preferibile andare anche subito in una grande, nella quale lo spazio ci sarebbe comunque visti i numerosi impegni su più fronti. Se potesse scegliere la soluzione migliore a mio parere sarebbe un anno in A con il Pescara”.

Domenica al “Ferraris” andrà in scena il big-match Sampdoria – Pescara. Che gara ti aspetti? Esistono possibilità di vederti sugli spalti? “Purtroppo, o per fortuna sono ancora impegnato con i play-off nel nostro campionato, quindi sarà difficile riuscire a venire questo weekend, ma conto di venire il 30 maggio se, come credo, la Samp disputerà i play-off. Mi attendo una bella partita, il Pescara si gioca la promozione diretta, sta giocando molto bene, ma la Samp ha acquisito grande fiducia, sarà una partita dura per gli abruzzesi, che, in quel di Marassi, dovranno affrontare i blucerchiati con il morale a mille. Anche se ho giocato per un anno a Pescara, spero che vinca la Samp per quel qualcosa di grande che mi lega ancora ai colori blucerchiati. Speriamo che possano arrivare i punti per la matematica partecipazione ai play-off, sarebbe anche una vittoria di grande prestigio che consentirebbe ai blucerchiati di andare poi a Varese a giocarsi la possibilità di un miglior piazzamento in vista dei play-off”.

 


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