L. Mantovani: “Torneo Ravano un bene da tutelare. Giampaolo ha mantenuto la sua linea senza presunzione”

 di Serena Timossi Twitter:   articolo letto 2112 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
L. Mantovani: “Torneo Ravano un bene da tutelare. Giampaolo ha mantenuto la sua linea senza presunzione”

Ludovica Mantovani, ospite della trasmissione “Blucerchiati”, in onda su Antenna Blu con la collaborazione di Sampdorianews.net, ha introdotto la 33a edizione del Torneo Ravano e commentato la stagione della Samp di Marco Giampaolo.

Su Gianfranco Bellotto, intervenuto in collegamento telefonico nel corso della puntata: “Bellotto è stato l'ultimo mister della nostra gestione, è arrivato in un momento di difficoltà e penso che la scelta di mio fratello sia stata dettata anche dall'uomo. L'attenzione dei media quando c'è un passaggio di proprietà non aiuta, mister Bellotto invece ci ha aiutato molto e di questo lo vorrei ringraziare”.

Sul Torneo Ravano, nonché ventiquattresima edizione della Coppa Paolo Mantovani: “Lo gestiamo con tanta passione, l'ingranaggio dopo due anni per costruire al meglio l'idea di aprirsi ad altri sport funziona, nell'ottica di essere la palestra di tutti i bambini di Genova, della Ligura e non solo, visto che ci stiamo allargando verso le regioni limitrofe. I bambini sono meravigliosi, ti danno tanta energia. Il Ravano è nato come il fiore all'occhiello della Sampdoria, è un'idea che ha portato avanti mio padre ed è cresciuta con noi finché abbiamo deciso di occuparcene direttamente con il patrocinio della società blucerchiata. Vogliamo tutelare un bene della città.

Ho montato lo spot del Torneo Ravano durante le nottate post Olimpiadi. I bambini sono dei mini campioni, l'importante non è come giocano, ma che giochino insieme. C'è un altro sport in cantiere, ma non posso dire altro. Un tempo la squadra stava anche un'ora e mezza al Ravano, noi abbiamo cercato di reintrodurre il contatto tra bambini e campioni delle varie discipline; questi ultimi passano tra i bimbi ed è meraviglioso vedere il loro entusiasmo e le loro reazioni”.

Sulla sconfitta maturata a Sassuolo: “Ho visto soltanto il secondo tempo, il Mapei Stadium è un campo ostico, il Sassuolo non veniva da un buon momento, purtroppo questa volta hanno rimontato”.

Sul tecnico Marco Giampaolo: “Ha mantenuto la sua linea, senza presunzione. Ha costruito una squadra con molti giovani che parlano lingue diverse, riuscendo a trovare un linguaggio migliore di altri per comunicare con lo spogliatoio. Chapeau. Magari ora è anche più sereno per potere costruire”.

Sul progetto “casa Sampdoria” per il Settore Giovanile blucerchiato: “Le società di calcio devono avere una casa, normalmente ci sono gli stadi. I centri d'allenamento sono luoghi privilegiati in tutti i paesi, vedi il modello del Tottenham. E' giusto curare il luogo in cui i ragazzi passano ore ed ore. Bogliasco è già spettacolare e rispetto totalmente la scelta della società”.

Sul progetto di riqualificazione del "Ferraris" e la progettazione iniziale dello stadio stesso: "Il Ferraris progettato da Gregotti fu un tasto dolente per mio padre. Lui aveva già una visione in più sull'hospitality, aveva una marcia in più ed era già avanti in quest'ottica. Io ho iniziato a studiare architettura in quel periodo, Gregotti aveva ultimato lo stadio due o tre anni prima. Andai ad una sua conferenza, mio padre mi aveva autorizzata a dire quei venti-trenta punti che aveva preparato solo se l'architetto avesse parlato dello stadio. Non lo fece e non parlai, quindi taccio anche oggi (sorride ndr)".