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Pozzi: "Siamo tornati padroni del nostro destino"

10.05.2012 15:00 di Lorenzo Montaldo  articolo letto 475 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

E' diventato forse il giocatore più rappresentativo della Sampdoria che sogna i playoff e che ha messo il turbo in questo finale di campionato (anche grazie ai suoi gol). Nicola Pozzi è un giocatore che non molla mai, che corre 90 minuti e si danna l'anima in ogni partita: caratteristiche che la sua gradinata, la Sud, sa riconoscere e apprezzare. Ora però sta dimostrato anche di saper segnare, e tanto: 16 gol in questa stagione, dicono le statistiche; il miglior Pozzi di sempre, dicono i medesimi freddi numeri. La pensa cosi anche il diretto interessato? "Le rispondo di no- ribatte a La Gazzetta Dello Sport il bomber blucerchiato-ed il motivo è duplice. Il primo: se questa stagione potrà essere archiviata come la numero uno della mia carriera, glielo dirò più avanti, soltanto se riusciremo a centrare il nostro sogno. La seconda: non c'è molto da stupirsi per questo numero di reti. In passato avevo già avuto periodi eccellenti, ma poi mi ero sempre dovuto fermare a metà strada." 

Merito quindi del periodo di forma, certo (la mancanza di continuità dell'ex punta dell'Empoli era figlia soprattutto della grande quantità di infortuni che lo ha sempre fermato "sul più bello") ma anche di Iachini, allenatore importantissimo nella carriera di Nicola: "Vero. Avevo 16 anni, ero negli allievi regionali del Cesena, squadra che lui, al primo anno da tecnico, allenava. Mi vide in un'amichevole e mi portò subito con lui, facendomi saltare la Primavera. Feci un paio di presenze, l'anno successivo partii titolare, poi mi comprò il Milan. Grazie al mister ho guadagnato due anni. Lei immagini il mister di oggi -prosegue ridendo- e lo moltiplichi all'ennesima potenza. Quello era Iachini... Con il tempo e l'esperienza, com'è normale, ha limato certe spigolosità del suo carattere, adesso è un decimo di allora."

Se la Samp è rientrata a pieno titolo nella corsa ai play-off, lo deve anche ovviamente al suo tecnico. Quali sono stati secondo il bomber di Sant'Arcangelo di Romagna i meriti del mister? "Iachini è stato bravo a indicarci la strada, la squadra ha fatto bene la sua parte. Da lui, però, è arrivato quel cambio di marcia in cui tutti noi speravamo, senza il quale non ce l'avrebbero mai fatta. La nostra rincorsa non è ancora finita. Dobbiamo crescere ancora. Siamo tornati padroni del nostro destino, ed è già un grande risultato, visto il recente passato della Sampdoria. Ora, però, non abbiamo più alibi."

La maggiore qualità della rosa blucerchiata, però, non è detto che si riveli un vantaggio per la formazione ligure nel momento clou della stagione, i playoff: "Certi aspetti non contano se arrivi ai playoff, io li ho giocati e so cosa significa. A quel punto conterà molto la testa. Sono partite secche, basta un pallone all'incrocio dei pali per cambiare il corso di un'intera stagione." Però, la Samp fin qui ha raccolto 38 punti nel girone di ritorno; un enormità, in particolare se paragonati a quelli messi insieme all'andata: "Ci siamo riusciti con la politica dei piccoli passi -racconta il capocannoniere della formazione genovese- mai lo sguardo troppo lontano, nè una tabella. Contava solo la continuità. Non avrebbe avuto senso fare altrimenti."

Ricetta semplice ma efficace quella di Pozzi; ne avrà anche una per gestire questo finale di campionato, ancora tutto da giocare? I blucerchiati partono da un più quattro sul settimo posto, non male come vantaggio. "Però il nostro calendario è difficile -Nicola, evidentemente, preferisce tenere i piedi per terra- Il Padova potrebbe fare nove punti. Ce ne servono tre a Castellamare. Orecchie dritte e lavorare: così siamo arrivati sin qui, guai a cambiare rotta adesso". Esattamente quello che si augurano i tifosi.


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