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LE CRONACHE

Gli episodi non girano a favore della Samp: il Pescara torna con merito in serie A (1-3)

20.05.2012 21:37 di Diego Anelli  articolo letto 1108 volte
© foto di www.imagephotoagency.it

Una partita decisa dagli episodi. Direi che sia questa la migliore sintesi di una gara che ha visto la Sampdoria tornare alla sconfitta in casa dopo ben oltre 4 mesi di risultati utili interni e non vuole assolutamente sminuire i meriti di un Pescara dal gioco spumeggiante e allenato da un maestro come Zeman. Non sono nemmeno d’accordo con chi sostiene che la Sampdoria sia entrata in campo scarica e adagiata dalla certezza di giocare già ai play-off e quindi con occhi non tipici della tigre.

I blucerchiati sono entrati in campo come sempre, con grinta, voglia di vincere e hanno chiuso il Pescara nella propria metà campo nei primi 15’, dimostrando di non aver assolutamente sbagliato approccio alla gara. Per giocarsela contro gli abruzzesi mister Iachini recupera Gastaldello in difesa, Renan a centrocampo e Pozzi in avanti, al fianco del n°9 a sorpresa viene preferito Icardi, match-winner di Castellammare di Stabia, a Fornaroli, in porta rientra Romero dopo il lungo stop. Sull’altro fronte Zeman è costretto a rinunciare al difensore Romagnoli, fermato dal giudice sportivo, l’unico dubbio di formazione viene sciolto a favore di Caprari che va a completare il tridente offensivo delle stelle Insigne e Immobile, solo panchina per Sansovini.

Il centrocampo doriano, con il dinamismo di Renan, le geometrie di Obiang e gli inserimenti di Munari, tiene alto il baricentro del gioco e costringe gli abruzzesi a difendersi nelle prime battute di gioco. Ci prova Renan con una rasoiata da fuori, Pozzi in scivolata non riesce ad impattare la sfera, poi è lo stesso n°9 ad avere due buone occasioni per sbloccare il risultato al minuto 11, prima concludendo dal limite, ma la difesa biancoazzurra si rifugia in corner, nello svolgimento del quale Verratti salva sulla linea sul suo colpo di testa.

Il Pescara, ogni qual volta entra in possesso della sfera, fa subito intuire di poter far male grazie ad un grande pressing tutto campo  e a splendide verticalizzazioni , ma la Sampdoria tiene bene il campo, tiene botta, non arretra e se la gioca alla pari, sfiorando nuovamente il vantaggio al 17’ quando Pozzi, servito da Munari con un cross dalla destra, colpisce di testa nel cuore dell’area, ma non riesce ad imprimere potenza alla sfera, facile preda di Anania.

Nel nostro momento migliore andiamo sotto, sul capovolgimento di fronte infatti al 18’ Verratti serve in profondità Caprari, bravo a bucare la difesa doriana sulla destra, immediata la conclusione sul primo palo, errore di Romero che si fa passare la sfera sotto le braccia non coprendo a dovere il primo palo, abruzzesi in vantaggio.  A questo punto la gara per gli uomini di Zeman va in discesa, la Samp è costretta a scoprirsi e si sottopone ai sempre insidiosi contropiedi.

La gara si fa dura, abbiamo però un’occasionissima al minuto 26 per tornare in parità, ma Icardi, ben servito da Costa in un’azione fotocopia del goal vittoria di Castellammare, taglia la difesa abruzzese e salta Anania, ma, al momento della battuta, scivola e calcia sul fondo. Goal sbagliato, goal subito, è la dura legge del calcio, ma stavolta la Sampdoria, o meglio Romero ci mette molto del proprio. È il 29’ quando Romero tarda a rinviare, improvvisa un’incredibile serie di dribbling sul terreno bagnato, subisce il pressing di Immobile che respinge il suo tentativo di rinvio, la sfera colpisce la parte interna del montante per poi insaccarsi. Il Pescara va sul 2-0 ed è ormai ad un passo dalla promozione diretta.

Sotto di due reti e con un Pescara esaltato e vicinissimo ad un traguardo che manca da 20 anni, si rischia la goleada, ma la Sampdoria non perde mai completamente la bussola, rischia il tris in due occasioni con Insigne, ma si crea un’altra occasione d’oro per riaprire la partita, ancora con Pozzi che si procura il rigore sull’uscita di Anania, ma dal dischetto colpisce male e trova soltanto la parte esterna del montante. Si va all’intervallo sotto di due reti e con un rigore sbagliato, eppure nella ripresa abbiamo ancora la forza per buttarci in avanti e cercare il goal che riaprirebbe ogni discorso.

Come ad inizio gara schiacchiamo sull’acceleratore e collezioniamo diversi corner, ci prova Pozzi, ma Verratti salva ancora sulla linea, poi è la volta di Gastaldello, il quale, involontariamente disturbato dal n°9, calcia debolmente a tu per tu con Anania. Sul capovolgimento di fronte gli abruzzesi potrebbero chiudere la gara con Insigne, sul cui colpo di testa Romero, con un colpo di reni, risponde presente. Il tris abruzzese è comunque rinviato di pochi minuti; è ancora Romero a salvare su Insigne, autore di un grande assolo al 58’, ma il goal che chiude la gara arriva al 60’ quando Caprari, servito in profondità dall’attaccante di proprietà del Napoli, salta con birilli Costa e Gastaldello e supera Romero.

Da questo momento la partita scende di tono, il Pescara tiene a lungo palla, Iachini sostituisce Foggia, Icardi e Pozzi con Juan Antonio, Fornaroli e Krsticic e proprio i due sudamericani costruiscono l’azione che porta al goal della bandiera doriano con l’ex bresciano che insacca con un diagonale ad incrociare. Al triplice fischio finale esplode l’entusiasmo dei tifosi pescaresi al seguito che tornano nella massima serie dopo 20 anni d’assenza.  Grande la gioia anche in casa blucerchiata per il raggiungimento matematico di un piazzamento play-off, obiettivo raggiunto dopo una grande cavalcata nel girone di ritorno e considerato quasi un miraggio solo pochi mesi fa. Sabato prossimo a Varese ci si gioca il quinto posto.
 


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