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ESCLUSIVA SN - Viscardi: "Iachini si è guadagnato un posto nel cuore di ogni doriano. Obiang può diventare un big a livello mondiale"

17.06.2012 12:30 di Diego Anelli  articolo letto 986 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Per analizzare al meglio l'annata che ha coinciso con la promozione della Sampdoria nella massima serie e le strategie blucerchiate in ottica mercato, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Giuseppe Viscardi, giornalista di Radio Nostalgia:

Le tue sensazioni a caldo sull’incredibile rimonta che ha portato la Sampdoria a conquistare l’ultimo posto disponibile per la serie A. “Ho provato sensazioni incredibili, una gioia che non vivevo da anni, nemmeno quando le cose andavano per il meglio, anche perché sono uno di quelli che ci ha sempre creduto, persino nei momenti più bui della stagione. La Sampdoria, e soprattutto i Sampdoriani, non possono – semplicemente, non possono – restare in serie B. Il loro posto è la serie A, e tornarci dopo una sola stagione, e poi dopo una stagione di autentica purificazione, anche quasi morale, una specie di pellegrinaggio umile, passato per le forche caudine di Nocera e di Cittadella, ha un grande significato. Ora è necessario far tesoro degli errori commessi e cercare di riprendere un cammino bruscamente interrotto nel 2011”.

Quando ti sei reso conto che davvero la compagine blucerchiata avrebbe potuto concretamente raggiungere la promozione, obiettivo diventato quasi una chimera a metà stagione? “Ripeto, l’ho sempre pensato. Diciamo che ci sono stati momenti nel corso del campionato grazie ai quali le mie convinzioni si sono rafforzate: le partite di Padova, Cittadella, Modena e Castellammare di Stabia, e quella interna contro l’Albinoleffe, primo successo a Marassi da inizio novembre. Ma la promozione l’ho vista davvero solo al gol di Pozzi, una settimana fa…”.

Quanto hanno inciso società e il Ds Sensibile nel traguardo promozione? “La società a mio vedere ha inciso moltissimo. In particolare, credo che lo stile e la capacità di relazione di Edoardo Garrone abbia saputo – fin dall’indomani della retrocessione – ricreare quel legame tra le diverse componenti dell’ambiente Sampdoria che alla fine, tutte unite, si sono dimostrare determinanti per la promozione. L’assunzione di responsabilità in ogni fase della stagione, la presenza, l’intenzionalità delle scelte (anche quelle dolorose, come il cambio di allenatore o la cessione di Palombo) hanno dato una chiara impressione di solidità, di ottimismo, di efficacia. Quanto a Sensibile, credo che alla fine abbia dimostrato di essere una persona seria ed un professionista intelligente. Al di là di qualche proclama (che non è piaciuto soprattutto perché stonava con i riscontri del campo), ha saputo per ben due volte fare la squadra che ci si attendeva, cambiandola in corso d’opera quando i risultati non arrivavano e sapendo fare un passo indietro – solo gli idioti non cambiano mai idea – quando si è reso conto che con Atzori, per mille motivi non solo tecnici, la serie A non sarebbe arrivata. Anche lui ci ha sempre creduto, e adesso, sul famoso carro, cercano davvero di salire in tanti”.

Mister Iachini si è rivelato il condottiero della rimonta: la Sampdoria dovrebbe proseguire con il tecnico ascolano nella massima serie? “Iachini ha enormi meriti. E’ stato allenatore, manager, public relations man, condottiero… Ha fatto esattamente quello che gli era stato chiesto e quello che lui stesso si era proposto, cosa che in un’azienda vale non solo la riconferma, ma anche una promozione. Lo ha fatto certo delle proprie idee, che pian piano ha visto tramutarsi in fatti concreti. Vuol dire che i ragazzi lo hanno seguito. Lo ha fatto a dispetto di chi ha pensato che volesse anzitutto allenare i tifosi, che invece – alla fine – lo hanno apprezzato per quanto ha fatto in campo ben più che per le sue boutades, che sono comunque servite moltissimo per rinserrare anche moralmente le fila. Personalmente penso che meriterebbe di giocarsi le sue chances anche in massima serie, dove finora ha potuto disporre solo di squadre senza grandi ambizioni. In fondo Renzo Ulivieri (che nei cuori dei tifosi blucerchiati si gioca il podio delle preferenze alle spalle dell’irraggiungibile Boskov) arrivò al Doria senza poter vantare particolari successi precedenti e invece si dimostrò un grande allenatore e un personaggio maiuscolo. Ciò premesso, la società può avere legittimamente idee diverse, soprattutto in prospettiva. Una cosa è certa: Beppe Iachini si è guadagnato un posto nel cuore di ogni doriano, e anche per questo merita rispetto da parte di tutti. Anche di quei notisti che all’inizio ne sbeffeggiavano in modo francamente esagerato gli aspetti più folcloristici e sono poi stati costretti dai fatti ad una precipitosa marcia indietro”.

Un giocatore su tutti che ritieni il principale protagonista in campo. “Senz’altro Obiang: il migliore per continuità e qualità. Un giocatore che può diventare un big a livello mondiale. E poi la tifoseria doriana, che – al pari della squadra – ha giocato un ruolo determinante in questa grande impresa, dando letteralmente il bianco nei play-off”.

Romero; Costa, Gastaldello, Rossini, Rispoli; Renan, Obiang, Munari; Foggia (Juan Antonio); Pozzi, Eder. Dell’ultima formazione tipo quanti reputi all’altezza di restare nell’11 titolare anche nella massima serie? “Nell’undici titolare credo che la spina dorsale – Romero, Gastaldello, Rossini, Obiang, Eder, Pozzi – possa andare bene anche in serie A. Aggiungo Renan, che secondo me può fare meglio in serie A che in B, ma anche Munari e i due trequartisti. Un discorso a parte merita Rispoli: con il fisico e la tenacia che ha, se lavora sodo sulla tecnica, può diventare un esterno basso di grande qualità ad alto livello. In rosa confermerei assolutamente anche Costa, Da Costa e soprattutto Soriano, che sta crescendo a vista d’occhio, ha colpi importanti e potrebbe diventare un oggetto del desiderio per le big”.

A tuo parere il numero di rinforzi necessario affinchè la Sampdoria non soltanto raggiunga l’obiettivo minimo della salvezza, ma possa ben figurare anche nel nuovo campionato. In quali reparti interverresti in maniera più decisa? “Credo che servano diversi rinforzi: un esterno basso di sinistra di ruolo, uno di destra che faccia anche da nave scuola a Rispoli, un interno di qualità, un attaccante di prima fascia, un altro difensore centrale di spessore, un centrocampista che sappia inserirsi… Però credo che dipenda tutto dal confronto tra la società e la guida tecnica, chiunque sia il titolare della panchina blucerchiata dal primo di luglio”.

Ti aspetti, ed eventualmente in quale reparto, un autentico colpaccio della Sampdoria in sede di mercato? “Negli anni qualche colpo eccellente è arrivato, a volte inatteso (come ad esempio Quagliarella), e quindi non si può escludere niente. Preferisco però una serie di rinforzi mirati, qualche giovane rampante dalle serie inferiori (o dai campionati esteri) e mi piacerebbe che gli eroi della prossima stagione fossero gli Eder, i Rossini, gli Obiang…”.


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