Difesa blindata, Torreira onnipresente. Muriel croce e poi delizia

 di Paolo Paolillo  articolo letto 4320 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Difesa blindata, Torreira onnipresente. Muriel croce e poi delizia

Viviano 7: Decisivo con la parata su Sadiq lanciato a rete, mentre non può nulla sul bolide dal limite di Dzemaili che dà il velleitario vantaggio al Bologna. Per il resto è sempre attento sui lanci lunghi dei rossoblù.

Bereszynski 6,5: Patisce l'avvio indiavolato di Krejci ma poi lo cancella e, nella ripresa, è uno stantuffo sulla corsia destra. Sempre sicuro con la palla tra i piedi, ha ragione Giampaolo quando dice che dà esperienza, non va mai in affanno nonostante sia alla seconda da titolare a Marassi.

Skriniar 6,5: Cresce anche lui alla distanza, diciamo quando deve controllare un centravanti più statico di Destro, che gli crea qualche problema quando transita nella sua zona. Sul gol bolognese lo perde di vista ed è bravo l'attaccante marchigiano a fare la sponda buona per il gol del momentaneo 0-1.

Silvestre 6,5: Partita pulita ed efficace del difensore argentino. Non sbaglia un contrasto aereo né una chiusura. Nel secondo tempo diventa capitano e questo gli dà ancora più sicurezza e certifica in cera lacca che è lui il jefe della difesa.

Regini 6: Gioca un match onesto, senza infamia e senza lode. Dalla sua parte ha un cliente ostico come Verdi ma lui non sfigura. (dal 1's.t. Dodô 5: in fase offensiva si fa notare per un cross pericoloso mentre le uniche occasioni del Bologna nella ripresa arrivano dalla sua parte, prima Sadiq poi Donsah. Spesso appare spaesato).

Torreira 7: Non serve dire molto se non: onnipresente, una furia su tutti i palloni che transitano dalle sue parti, raramente viene superato. Detta i tempi di gioco sbagliando poche volte la giocata. Elemento imprescindibile ma non si scopre ora.

Praet 6: Partita intelligente da parte del belga, che corre, lotta e crea. Meglio nella ripresa, quando prova anche la giocata risolutrice con un destro a giro che esce di un soffio dall'incrocio dei pali. Una delle “invenzioni” migliori di Giampaolo.

Linetty 6: Ogni tanto, per eccesso di generosità, finisce nella zona di competenza di Praet, ma il polacco corre per tutti lì in mezzo. Esce per dare spazio alla maggiore tecnica di Djuricic. (dal 1's.t. Djuricic 6,5: non incide immediatamente come a San Siro ma non si dovrebbe neanche pretendere che il serbo si alzi ogni volta dalla panchina e rivolti la gara. Disegna un cioccolatino per Schick che vale il sorpasso blucerchiato).

Bruno Fernandes 5,5: Apatico se dovessimo scegliere una parola. Il portoghese parte fortissimo, regala un assist al bacio a Muriel che spreca davanti a Da Costa, prova qualche accelerazione delle sue poi si ingolfa tra le strette maglie del Bologna. Sacrificato per l'arrembaggio finale (dal 14 s.t. Schick 7: entra e fatica a trovare la giocata. Poi alla prima palla pulita la mette dentro. Un predestinato. Suo anche il cross che Mbaye infila nella propria porta. Cambia – ancora una volta – la partita in un amen).

Quagliarella 6: Impreciso in zona gol, pazzesco per la qualità delle sue giocate, che siano una sponda o una difesa del pallone. Prova a regalare un'emozione vintage con un paio di tentativi di rovesciata ma non trova mai la palla. Generoso è dir poco.

Muriel 6,5: Se non fosse per il rigore realizzato il voto sarebbe più basso ma va bene così. Il colombiano si divora due palle gol clamorose – specie la prima a un metro da Da Costa, che spedisce sul fondo di mancino – poi è la solita gara di sgasate e dribbling. Freddo dal dischetto non si fa ipnotizzare da un Da Costa in versione Grobbelaar.

All. Giampaolo 6,5: Capisce che per scardinare la resistenza bolognese serve la qualità e la mette – quasi - tutta in campo: Djuricic e Schick dentro senza togliere Muriel, Quagliarella o Praet, sacrificando il solo Bruno Fernandes. La scelta paga il dividendo migliore ed è realtà la terza vittoria consecutiva. L'impressione è che i giocatori siano fedeli all'idea che ha lui, sia di calcio che di squadra e il sorriso sornione a fine partita è di quelli di chi sa che idee e lavoro pagano sempre.