La vittoria più importante. Nenad Krsticic, il combattente

 di Serena Timossi  articolo letto 1463 volte
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it
La vittoria più importante. Nenad Krsticic, il combattente

Ventidue anni e alle spalle un'esperienza di vita difficile e dolorosa, da cui è uscito vittorioso, segnando il goal più importante della sua carriera. Nenad Krsticic si sta affermando nel mondo del calcio con la maglia della Sampdoria, crescendo di partita in partita e lottando caparbiamente su ogni pallone; sia Iachini la scorsa stagione sia Ferrara in quella il cui sipario si è appena alzato, ne hanno intuito le potenzialità, ritenendolo già abbastanza maturo da contribuire alle sorti della Samp, al pari di altri elementi provenienti dalle giovanili blucerchiate come Obiang e Soriano.

Krsticic si affaccia al mondo del calcio in Serbia, tra le file dell'OFK Belgrado, mettendosi in luce come miglior assistman del campionato e guadagnandosi l'appellativo di "erede di Boban" per le sue doti da centrocampista polivalente. Le sue potenzialità vengono notate dalla dirigenza blucerchiata, che ne acquista il cartellino nel 2008, aggregandolo alla formazione Primavera.

Tutto procede per il meglio, finché, dopo aver subito un'operazione al menisco, Nenad lamenta forti dolori all'addome e inappetenza. I sintomi insospettiscono il responsabile dell'area sanitaria della Samp, il dottor Amedeo Baldari, che decide di effettuare immediatamente degli accertamenti. Il referto è raggelante: un linfoma aggressivo, di quelli che lasciano poche speranze. Per il diciottenne Nenad è il Natale più buio ma, grazie al sostegno delle persone care, alle cure e, soprattutto, alla sua grande forza d'animo, un anno e mezzo dopo il centrocampista è guarito ed è di nuovo pronto a prendere per mano il sogno di affermarsi nel mondo del calcio.

Nel giugno 2010 torna al goal, segnando la rete del 3-2 sul Milan che regala alla Primavera blucerchiata la qualificazione alla semifinale di campionato. Gli occhi faticano a contenere la commozione per quel goal che simboleggia la rinascita, la capacità di reagire di fronte all'incubo, il grido d'amore per il calcio e per la vita. 

Nella scorsa stagione Krsticic è stato uno degli artefici della svolta, mettendosi al servizio della squadra quando chiamato in causa, mostrando grinta, buona tecnica e duttilità. Con l'arrivo di Ferrara e l'adozione di un nuovo schieramento tattico, il giovane centrocampista è stato spesso impiegato nelle amichevoli estive e nella trasferta di S.Siro contro il Milan come esterno d'attacco, sacrificandosi con profitto in quello che non è il suo ruolo prediletto. Il centrocampista serbo è uno degli elementi su cui la società punta per il futuro, tanto che il suo contratto è stato recentemente prolungato sino a giugno 2016.

Una giovane promessa che continua la sua strada con umiltà, ma consapevole della propria forza. Se è vero che la vittoria più bella è sempre quella che deve ancora venire, Krsticic sicuramente ha già ottenuto quella più importante sul campo, più ostico e imprevedibile di qualsiasi altro, della vita.