Con il fiato sospeso...
A volte la gioia, così come il dolore, ha il potere di togliere la voce e di lasciare ammutoliti, senza le parole adatte. E' come vivere in una realtà ovattata, testimoni di un sogno da cui non ci si vorrebbe più svegliare ed è la sensazione che mi fa compagnia da domenica scorsa, indimenticabile.
Era un bel Milan, quello sceso al Ferraris, uno dei migliori visti ultimamente, altamente motivato con qualche brama di scudetto in cui ancora credere. Che partita! Immagini chiare ancora in mente, ogni volta che partiamo in velocità creiamo il panico, ma in un nostro buon momento paradossalmente andiamo in svantaggio. La reazione, in campo e sugli spalti è unanime, non può finire così, ormai non più, e poi a Marassi non si perde.
Reagiamo, ci crediamo, Fantantonio si guadagna un solare calcio di rigore, che emozione, “ben” quattro quest'anno, stropicciamoci gli occhi; il Genio tira in un angolino impensabile ed è il pareggio, tremano le strutture dello stadio. Andiamo avanti, ci crediamo con grande cuore e l'apoteosi è dietro l'angolo. La partita è quasi finita, i ragazzi sono stanchissimi, è il minuto 92, li guardiamo correre e proporre uno degli ultimi arrembaggi. Il Pazzo mi sembra stremato, ha macinato chilometri, ma si propone in avanti, raccoglie il cross di Mannini, vola in cielo e schiaccia di testa una palla incredibile.
Un boato, lo stadio che esplode di felicità, il Pazzo soffocato dagli abbracci dei compagni, la festa sotto la gradinata, lacrime di gioia sui volti di molti di noi, un intercalare di fierezza per i nostri colori e di soddisfazione per tutta la settimana, quarti e soli in classifica e sempre più obbligati a crederci a questa benedetta zona europea. Quattro partite alla fine del campionato, in un mese si decide tutto. Il momento si fa assai delicato, il quarto posto è ambito da tanti, troppi e c'è chi ha costruito la squadra proprio per centrare questo traguardo.
Non è il nostro caso, ma siamo lì, nonostante un bimestre in cui ci siamo votati un po' all'immobilismo e a qualche punto perso per le note disavventure. La Samp è lassù, ed è stato faticoso arrivarci, ma chi ci ha creduto, non ha mugugnato né criticato personalmente nessuno ed ha stretto i denti, ora cammina sereno e con il sorriso sulle labbra, comunque vada. Proprio per il momento particolare, sembra strano che invece di evidenziare gli aspetti tecnici, molte volte le domande rivolte a mister Del Neri nelle interviste siano sempre volte a sapere se e quando rinnoverà il suo contratto con la Società.
C'è un discreto interesse mediatico intorno a questo argomento, e si ricama sulle possibili motivazioni che ritarderebbero la chiusura dell'accordo. Personalmente credo che il Mister abbia più volte mostrato voluminosi “attributi”, serietà e professionalità, spero che soppesi tutto nelle sue personali valutazioni, compreso la grande stima e gratitudine che c'è nei suoi confronti, e che, a volte, nel cuore dei liguri, si fatica ad entrare, ma che poi è altrettanto difficile uscirne.
La prossima partita è contro la Roma, la prova è davvero durissima. E' nuovamente prima in classifica e lotterà a testa bassa per rimanerci, galvanizzata dalla vittoria nel derby, ed è la squadra che ha fatto il girone di ritorno più proficuo in termini di punti, noi la seguiamo a ruota. Chi crede nella Champions, sa che al di là delle dichiarazioni scaramantiche, abbiamo molto da perdere in caso di esito negativo; chi è più fatalista, è aperto a qualsiasi risultato e non ne farà certo un dramma, visto che questa realtà è straordinaria quanto inattesa.
Gli effetti dei tafferugli pre-derby non sono tardati a farsi sentire, la trasferta a Roma, subito vietata, sarà possibile ma avrà delle restrizioni per i residenti in Liguria, si sono già dimenticati dell'esodo di ventimila tifosi che, solo lo scorso anno, ha portato solo colore e nessun problema. E' stato corretto un po' il tiro, ma la Samp ha rischiato di giocare in uno stadio quasi tutto giallorosso, proprio adesso che il sostegno diventa linfa vitale per i nostri colori. Ad esempio, anche il derby romano ha avuto problemi di ordine pubblico, ben peggiori dei nostri, eppure, inizialmente, nessuno ha messo in discussione la possibilità dei tifosi di sponda laziale di venire a Genova domenica.
La violenza è un serio problema e, se lo si vuole veramente contrastare, lo si fa con la stessa unità di misura e non a macchia di leopardo..
Forza Samp, sempre con te!
