Una lezione di storia moderna

Una lezione di storia modernaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Filippo Gabutti
giovedì 15 aprile 2010, 12:00News Doria
di Laura Ferrari

Esiste la storia antica e quella moderna, e in quest'ottica la Sampdoria ne ha scritto una nuova pagina che dovrà essere studiata con attenzione. In veste di docente, è salito in cattedra Fantantonio da Bari, consegnandoci con il suo goal la vittoria nel derby, una grandissima soddisfazione e tre punti meritatissimi.

Onore ai vinti, specie se accettano con un po' di onestà intellettuale il verdetto del campo e la regolarità del goal, dal momento che l'arbitraggio era degno di questo nome, e i complimenti al loro staff medico, che è miracolosamente riuscito a rimettere in piedi tutti i infortunati titolari a tempo record, mentre il nostro Fantantonio, azzoppatosi, e non sicuramente da solo, è dovuto uscire sostituito dal buon Scepovic.

Ironia a parte, dopo gli ultimi tre derby infausti, si sapeva che sarebbe stata una partita non troppo spettacolare, da giocarsi più sulla tenuta emotiva e l'intelligenza che sul piano tecnico. La designazione dell'arbitro Tagliavento, in effetti ci aveva sollevato un po' tutti, non certo perchè sia un simpatizzante blucerchiato, come qualcuno insinua maliziosamente, bensì per la capacità e autorevolezza mostrate recentemente, anche in occasione della partita contro l'Inter.

La Samp ha iniziato con un piglio decisamente diverso rispetto all'incontro dell'andata, decisa e motivata, questo è stato il dato più rilevante, l'arbitro ha sedato quasi sul nascere i soliti "slanci agonistici" degli avversari, ignorando tuffi e svenimenti e gli animi si sono tranquillizzati rapidamente, anche perchè la lista dei diffidati era e resta piuttosto lunga da ambo le parti. Ne è scaturita una partita vibrante, il cui liberatorio fischio finale ha sancito l'inizio della grande festa blucerchiata, in campo e sugli spalti, dove le sciarpate, da parte di tutto lo stadio, costituiscono, da sempre, una delle nostre migliori coreografie; personalmente le adoro da quando, in tempi assai diversi, spuntavano compatte da sotto il bandierone blucerchiato che fasciava tutta la Sud, era di impatto pazzesco, i nostri avversari, solitamente ammutolivano.

La grande voglia di riscatto ha fatto la differenza, questa squadra è maturata, ha trovato il suo equilibrio ed ora è in quarta posizione, con il dovere di crederci fino in fondo, ma che, comunque, fino a questo punto, ha fatto tanto ed è arrivata più in alto di quanto fosse immaginabile, un enorme grazie a tutti , ci è stato fatto il regalo migliore che qualsiasi tifoso possa desiderare, ogni singola cellula del nostro corpo ha provato e prova tuttora una gran goduria.

Anche nelle belle realtà spesso ci sono note stonate, quella che più ha avuto  risalto domenica sera è sicuramente quella dei tafferugli nel pre-partita, che ne hanno ritardato l'inizio di un quarto d'ora. Sembra paradossale, ma più si ricorre alle zone rosse, più a qualcuno viene voglia di violarle, e l'intervento delle Forze dell'ordine non fa il distinguo fra chi provoca per primo e chi risponde alle provocazioni. Il deprecabile episodio è stato, inizialmente, un po' strumentalizzato dai Media, che ha subito ravvisato delle correlazioni con le iniziative contro la tessera del tifoso che buona parte della tifoseria organizzata sta portando avanti da tempo, legittimamente e civilmente, su dichiarazione della stessa Questura.

Non vi è nessuna relazione tra le due cose, la card è l'ennesimo provvedimento restrittivo, nato da un'idea più commerciale che funzionale, nel momento in cui tornelli, biglietti nominativi e quant'altro non hanno avuto il riscontro sperato anzi, hanno progressivamente stressato solo la gente perbene, mentre gli atti deprecabili si svolgono, da parecchio tempo, lontano dagli stadi. Ben pochi trovano simpatica questa card, moltissimi la trovano inutile e chi ha magari ha lasciato i suoi dati personali in tutti i supermercati, non la vede neppure lesiva della privacy; eppure è diventata una legge dello Stato, cui le Società sono obbligate ad adeguarsi e di conseguenza la contrapposizione rischia di diventare pesante.

E' impensabile immaginare una gradinata gloriosa svuotarsi progressivamente, non voglio che pochi teppisti, avulsi dal sano tifo sportivo, diano nuove motivazioni per giustificare le restrizioni, macchiando quello che ci è rimasto di più bello, il voler sostenere sempre e solo la Sampdoria.

Ora crediamoci davvero ai nostri sogni, cominciando da domenica contro il Milan. Forza Samp!