Quell'indimenticabile notte di maggio...
Quando si parla di Sampdoria – Cagliari, non può non tornare alla mente, a un tifoso blucerchiato, il 3 a 1 di quel maggio 2003 che è valso la promozione in serie A. Un ritorno per i blucerchiati, dopo troppi, troppi anni di purgatorio, senza una società alle spalle. Anni bui, di sofferenza, disputati con giocatori in rosa non all’altezza. Francesco Flachi e pochi altri si salvavano, forse la difesa, dove Mirko Conte e Alessandro Grandoni avevano si i loro limiti, ma davano l’anima per una squadra troppo carente nel complesso. Hanno vissuto tutti i momenti brutti con la Sampdoria.
La retrocessione e le partenze, ovvie, dei giocatori più rappresentativi; Montella, Laigle, Ortega. Rimane Palmieri, che disputa da titolare il primo anno di serie B; encomiabile sotto il profilo dell’impegno, ma il gioco non è più quello vivace di un tempo. Gli anni iniziano a farsi sentire e, a fine stagione 2000, sarà ceduto.
L’incubo di quelle annate, finisce ufficialmente a seguito di una trilogia di partite molto importanti, ovvero le due casalinghe contro Messina e Como, e quella di Vicenza al termine della stagione 2001/2002. 3 vittorie, le prime due per 2 a 1 e la terza, quella decisiva in trasferta, per 1 a 0 con la rete salvezza di Bernini.
In estate (ma l’ufficialità dell’operazione arriva in primavera) la nuova dirigenza con Riccardo Garrone presidente della società e Beppe Marotta direttore sportivo, inizia a lavorare per costruire una squadra in grado, in 3 anni, di raggiungere la serie A. Dai primi acquisti però, si capisce che la massima serie può essere alla portata già alla prima stagione. Volpi, Bazzani, Paganin, Bettarini, Sacchetti, Colombo, Pedone, Valtolina, Turci e Pinato sono pedine di spessore che, affiancate a giovani interessanti come Domizzi, Rabito, Gasbarroni e Palombo fanno fare alla squadra il salto di qualità. Le conferme se le meritano Flachi, Bernini, Conte, Grandoni, Sakic, Iacopino, Zivkovic e Casazza.
La rosa è competitiva e la stagione inizia sotto i migliori auspici: in agosto nel “derby diluvio” di Coppa Italia, la Sampdoria si impone per due a uno, con le reti di Flachi e Bazzani, mentre la prima di campionato dopo la sofferenza per essere passati due volte in svantaggio, vede i blucerchiati vittoriosi per 4 a 2 a Marassi contro il Lecce, in una di quelle partite da ricordare.
La stagione prosegue con una media punti quasi perfetta, soprattutto per quanto riguarda le prime giornate (sistematici vittoria in casa e pareggio in trasferta), e le vittorie in entrambi i derby disputati (ancora Bazzani-Flachi nel 2 a 1 dell’andata, mentre nel 2 a 0 del ritorno sono Zivkovic e Conte i mattatori) con un calo fisico e psicologico nel mese di dicembre (appena un punto in 4 partite e prima sconfitta casalinga contro la Ternana).
Dopo essersi rialzati dal momento negativo, si arriva a quell’indimenticabile notte di maggio; a Marassi arriva il Cagliari. I blucerchiati sanno che i 3 punti valgono la certezza matematica della promozione in serie A. Lo stadio è al gran completo, il pubblico fa festa, insomma… genova è davvero vestita per la festa.
Per la sfida Colombo è squalificato e forse questo è un segno del destino per Francesco Flachi. Si erano contesi spesso il posto da titolare i due, ma, anche se Colombo è l’autore del goal che ha permesso alla Samp di conquistare un punto preziosissimo a Terni una settimana prima, è anche vero che Francesco ha sofferto assieme alla società, ai tifosi, e adesso è lui che a modo suo, accompagna la Samp in serie A. Decisiva infatti la sua doppietta; il primo è un goal di interno al volo in anticipo, su cross teso di Volpi. Il secondo arriva di sinistro quasi in un uno contro uno con Pantanelli (portiere rossoblu).
Nel secondo tempo è Suazo che ci fa prendere un bello spavento, siglando la rete che accorcia le distanze, però come spesso accade, a ogni festa c’è un maestro di cerimonia. Questo maestro si chiama Fabio Bazzani, che a metà ripresa decide che sia giunta l’ora di guardare davvero lontano (così come si vede nella sua maglietta indossata sotto la divisa ufficiale; la sua immagine a guardare lontano, forse la seria A, già alla prima sfida della successiva stagione in quel di Reggio Calabria): il cross di Rabito è pennellato e lui vola in cielo e schiaccia di testa verso la porta; dopo la traversa la palla rimbalza dentro, ma lui per sicurezza, ribadisce in tap-in.
Da lì in poi inizia la festa, meritata. Addirittura qualche tifoso appostato a bordo campo fa invasione prima del fischio finale, ma poco importa. In una serata così tutto è concesso. L’immagine, al triplice fischio di Farina, di Garrone e Marotta abbracciati a centrocampo dice tutto. Missione compiuta! Ma l’emblema della serata e dell’intera stagione, è stato l’abbraccio tra Novellino e Bettarini al goal di Bazzani, ripreso dalla TV. L’abbraccio di liberazione lo definirei, come a voler dire “ce l’abbiamo fatta, adesso divertiamoci”. Grazie Samp.
