Auguri Brujita: l'uomo che stregava la Sud

Auguri Brujita: l'uomo che stregava la SudTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico de Luca
martedì 9 marzo 2010, 08:30I Colori dei Nostri Campioni
di Serena Timossi

La prima volta che da bambina sentii cantare “Porompompero” esclamai: “Mamma hanno copiato la canzone di Veron!”. Per me quella melodia non aveva alcun senso se non accompagnata dal coro “Veron Veron, tira la bomba Veron Veron” che risuonava forte in gradinata, accompagnando le performances dell’argentino.

Juan Sebastian Veron nasce a La Plata il 9 marzo di trentacinque anni fa e fa parte dei sedici calciatori di nazionalità argentina che hanno vestito la maglia blucerchiata sinora; possiamo affermare senza dubbio che si tratta anche di uno dei centrocampisti più forti e dotati della storia della Sampdoria.

Soprannominato “la Brujita” (ossia la streghetta), in quanto figlio d’arte della “Bruja” (strega) Juan Ramon Veron, giunge a Genova nel 1996, fortemente voluto dall’allora tecnico blucerchiato Sven Goran Eriksson e nel corso delle due stagioni trascorse alla Samp colleziona 61 presenze condite da 7 sigilli personali. Memorabile la sua rete contro il Perugia (risultato finale 5-2) nella stagione ’96-’97: calcio d’angolo battuto dalla sinistra, Veron colpisce al volo di destro e la palla si insacca nell’incrocio alla destra del portiere, proprio sotto la Sud. Uno dei gesti atletici più pregevoli in assoluto.

Veron si mette da subito in luce per le sue doti atletiche e tecniche: in grado di contrastare efficacemente a centrocampo sfruttando la propria fisicità e allo stesso tempo in possesso di un piede raro, capace di inventare lanci di 40 metri precisissimi, tocchi di esterno e vere e proprie imparabili cannonate dalla distanza. Insomma, un bagaglio tecnico non comune unito ad intelligenza tattica e prestanza fisica.



Dopo l’esperienza in blucerchiato, Veron resta altri tre anni in Italia, prima tra le fila del Parma e successivamente della Lazio, dopodiché si aprono per lui le porte della Premier League alla corte del Manchester United, con cui conquista il titolo nazionale.Nel 2003 passa al Chelsea per poi rientrare in Italia un anno più tardi con la maglia dell’Inter; mentre nel 2006 fa ritorno nella squadra in cui era cresciuto, l’Estudiantes, dove milita tuttora.

I riconoscimenti di cui è stato insignito nel corso della sua carriera sono molteplici: due volte Pallone d’oro sudamericano, in quanto considerato miglior giocatore militante in club latino-americani dal quotidiano uruguayano El Pais nel 2008 e nel 2009, e trionfatore della Coppa Libertadores; in precedenza inserito da Pelé nella classifica dei cento calciatori più forti della storia del calcio.

Oggi Juan Sebastian, fiore all’occhiello dei molti talenti visti in blucerchiato, compie gli anni. Chissà perché, mentre lo immagino spegnere le candeline, nelle mie orecchie rieccheggia ancora così chiaro quel coro…Tira la bomba Veron, Veron. Mi sembra di vederlo esultare, ancora una volta, sotto la Sud.