ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Pippo Maniero: "Ho bellissimi ricordi della Samp"

ESCLUSIVA  SAMPDORIANEWS - Pippo Maniero: "Ho bellissimi ricordi della Samp"
sabato 15 novembre 2008, 18:40Esclusive
di Diego Anelli

La nostra rubrica di interviste si apre con Filippo Maniero, un autentico bomber di razza capace di farsi voler bene da ogni tifoseria che ha avuto il piacere di innamorarsi dinanzi all’industriale numero di reti messe a segno in giro per l’Italia. Ha contribuito al rilancio del Padova nel calcio che conta, ha giocato in grandi squadre come Sampdoria, Parma e Milan, è diventato la bandiera del Venezia, ha partecipato alla ricostruzione del Palermo firmata da Zamparini. Sampdorianews.net lo ha intervistato in esclusiva, parlando della sua carriera e del momento vissuto dall’attuale Sampdoria:

Cosa fa oggi nella vita Pippo Maniero? Sappiamo che giochi nella nazionale di beach soccer al fianco di altri ex giocatori professionisti come Ganz, Perrone e Festa.

“Con la nazionale di beach soccer più che altro mi diverto, approfitto dell’aiuto del nostro tecnico Maurizio Iorio per partecipare a tournee in giro per l’Italia, per il resto vorrei eccome restare nel mondo del calcio, mi sto prendendo un po’ di tempo per vedere il da farsi. Escludo il ruolo di procuratore, mi piacerebbe fare l’allenatore, vediamo come cominciare”.

Sei stato un grande attaccante, capace di andare a segno sia di potenza, che con grandi gesti tecnici, oggi quale bomber si avvicina più alle tue caratteristiche e potrebbe seguire le tue orme?

“Difficile dirlo, ognuno ha le proprie qualità, tra i giovani che possono fare bene mi rivedo molto in Pazzini della Fiorentina e in Acquafresca del Cagliari, amano giocare per fare goal, spesso di potenza, il colpo di testa è la loro arma migliore. Con l’andare del tempo hanno tutto per diventare anche più forti del sottoscritto, me lo auguro”.

Quale è stata la più grande soddisfazione e il più pesante rimpianto nella tua carriera?

“La più grande soddisfazione l’ho provata nel primo giorno da professionista, era il mio sogno da bambino, dopo è stato un susseguirsi di emozioni, la prima volta che ho messo piede in un campo di serie A è stata un’emozione indescrivibile. Non ho rimpianti, nessuna persona li ha quando dà il massimo, o cerchi di darlo, non ha rimpianti. Conosci i propri limiti e non puoi andare oltre, ho sempre cercato di dare il massimo fisicamente e tecnicamente, poche volte sono uscito rendendomi conto che potevo dare qualcosina in più. Se non ho giocato in club ancora più prestigiosi, o non ho avuto il mio spazio in nazionale, forse è colpa mia, non lo meritavo, comunque ho giocato nel Milan, nella Sampdoria e nel Parma, togliendomi delle belle soddisfazioni giocando anche in Champions. Fino a pochi anni fa la nazionale era composta dai blocchi provenienti dalle grandi squadre, ora è un po’ più semplice essere convocati, basta fare un filotto di goal e belle prestazioni, inoltre adesso ci sono molti più stranieri e il gruppo delle scelte si è quindi ridotto”.

Il goal che ricordi con più piacere in carriera?

“Credo quello realizzato in Venezia – Empoli, quando giocavo nel Venezia e ho segnato il 3-2 di tacco su punizione di Recoba, perdevamo 2-0, è stato un goal bello e fortunato, se ci riprovo altre 50 volte probabilmente non becco neanche la palla. Era una partita importante, fu la gara della svolta mia e della squadra, che alla fine non andò in Uefa per pochi punti”.

Quali ricordi hai della tua esperienza in blucerchiato e del rapporto con la tifoseria doriana?

“Di Genova ho un bellissimo ricordo, al di là dei due mesi persi per un problema al ginocchio. È stata la mia prima grande squadra, facevo parte di un gruppo di giocatori straordinari come Mancini, Mihajlovic, Seedorf, Mannini, Karembeu, Ferri, Zenga, sembrava di vivere un sogno. Sono stato leggermente sfortunato per i guai al ginocchio che mi hanno fatto perdere circa 10 partite, la squadra andava bene anche senza di me. È stato comunque un anno positivo, ho conosciuto tante bravissime persone e ho avuto i giusti insegnamenti. La tifoseria è straordinaria, mi ha sempre voluto bene e mi ha accolto benissimo, ho provato un enorme piacere quando sentivo che rientravo tra i destinatari dei loro cori, sono cose che rimangono dentro. L’anno prima avevo vinto con il Padova lo spareggio che mandò il Genoa in B, la Samp prese me, Balleri e Franceschetti, siamo diventati automaticamente tre beniamini del pubblico che aveva un occhio di riguardo per noi. Anche quando sono tornato da avversario a Genova con le maglie del Verona e del Venezia, i tifosi doriani mi hanno sempre accolto benissimo, mi fa piacere aver lasciato un bel ricordo”.

La Samp non sta vivendo uno dei suoi migliori momenti, secondo te dove potrà arrivare con quest’organico? Avrebbe bisogno di alternative alla coppia titolare composta da Cassano e Bellucci?

“È vero, la Samp non ha cominciato il campionato nel migliore dei modi, ma secondo me può ripetere la scorsa stagione, ha cambiato poco, è rimasto lo stesso allenatore, ha tutte le carte in regola per ripetersi, o almeno per fare un campionato tranquillo togliendosi delle belle soddisfazioni quando tutti i giocatori saranno al top della forma. Bonazzoli è un ottimo attaccante, è un po’ penalizzato per la stazza, non giocando sempre con continuità fa più fatica dei compagni, ma ti assicuro che ogni squadra lo vorrebbe avere in squadra. È un’alternativa utilissima, gli altri attaccanti non possono fare il suo gioco, è un’utile freccia nell’arco di Mazzarri”.

Cosa pensi dell’importante crescita comportamentale di Cassano?

“Cassano non lo conosco personalmente e non posso giudicarlo, ma osservandolo da fuori ho notato che ha assunto il giusto atteggiamento, è un grande campione che ha giocato in grandi squadre, doveva solo rendersi conto che la maggior parte dei bambini lo guardano alla tv ed è importante, anche per loro, vedere che i campioni mantengano sempre atteggiamenti positivi perchè sono i loro punti di riferimento, soprattutto quando sai di aver ragione ma l’arbitro, o gli avversari ti danno contro, una volta passati indenni quei fatidici dieci secondi, Cassano ha risolto i suoi problemi, mi fa piacere che abbia cambiato atteggiamento”.

Tra poche settimane ormai scoccherà l’ora del derby, tra le file blucerchiate chi può indossare le vesti del match-winner?

“Sicuramente tiferò Sampdoria e spero che l’uomo partita sia Claudio Bellucci, quando arrivai alla Samp c’era anche lui, era un ragazzino alle prime armi, ma si era già capito che possedeva qualità straordinarie, siamo rimasti in ottimi rapporti, ci siamo sentiti poco tempo fa in occasione della gara di addio al calcio di De Franceschi, è anche un bravissimo ragazzo, gli faccio il mio più sincero in bocca al lupo!”.

Sampdorianews ti ringrazia per la grande disponibilità dimostrata e ti augura buon proseguimento di carriera qualunque essa sia.

“Ringrazio voi, sono orgoglioso di aver inaugurato la sezione interviste e spero che il vostro sito possa avere ogni fortuna, ci risentiremo presto!”.