La Stella del Festival e il festival delle stelle
Nonostante sia un amante della musica, devo ammettere la verità, non ho mai seguito con attenzione il Festival di Sanremo. Quest’anno avrò però un motivo in più per seguire la kermesse: la presenza di Fantantonio. Il genio barese non ha cambiato mestiere, non parteciperà e di conseguenza non trionferà, nonostante l’ottimismo dell’altra sponda cittadina.
Lui è un genio del pallone, l’arte si mette a disposizione dei suoi tocchi di palla, dei servizi “no look”, degli assist al bacio. Ha la capacità di far innamorare i suoi tifosi, gli appassionati del bel calcio, mentre si dividono gli opinionisti, i mass – media, tanto l’obiettivo non è curare l’immagine del giocatore, o realizzare un’analisi oggettiva delle situazioni, ma vendere qualche copia in più di giornali, o alzare l’audience. Sono i tempi moderni, ognuno fa il proprio lavoro, basta però farlo con professionalità e buona fede.
È bastato che la Sampdoria vincesse 3 partite, peraltro già vinte con Fantantonio nel girone d’andata, affinchè qualcuno, per fortuna una parte comunque minore degli appassionati, potesse pensare che di lui si potesse fare a meno. Beh certo, se al posto suo arrivasse un fuoriclasse di livello nazionale, o europeo, magari, calcisticamente parlando, ci si rifletterebbe su, ma non avremmo né le potenzialità, né le possibilità per aggiudicarcelo. Il miracolo l’ha già compiuto Marotta quando nell’estate 2007 lo portò gratis in blucerchiato, la disfatta sarebbe stato perderlo, soprattutto come si prospettava se fosse andato in porto il trasferimento alla Fiorentina.
In caso di sua partenza ci avrebbero perso tutti: il giocatore trasferito dopo aver giurato amore eterno alla Sampdoria, la società che avrebbe perso il patrimonio tecnico più importante, senza peraltro avere nemmeno il tempo materiale per trovare un degno sostituto, l’allenatore, per non essere riuscito ad inserire il genio del barese nel suo scacchiere tattico, i compagni, privati dei suoi assist, delle aspirazioni europee e mondiali, e la tifoseria, bisognosa come non mai di entusiasmo, genio e sregolatezza.
Se qualcuno ha avuto comportamenti non esemplari, è giusto che venga richiamato all’ordine, ma il dialogo e il buon senso devono sempre prevalere sul muro contro muro e sulla cocciutaggine. La Samp, finalmente grintosa, operaia, brava e anche fortunata (vedi il non sanzionato fallo da rigore di Gastaldello su Sanchez con conseguente espulsione del doriano, i goal divorati da Chevanton e Calaiò), ha ripreso a fare punti, noi attendiamo che Fantantonio si riprenda dai guai fisici e, nel frattempo, assisteremo alla sua performance al Festival.
Appena tornerà pienamente arruolabile, toccherà nuovamente con mano la stima della sua gente, verrà osannato in ogni dove, standing – ovation con il pubblico tutto in piedi per lui. Fantantonio in campo canta, i suoi piedi rappresentano la fonte, la sorgente del calcio, come le corde vocali per un fenomeno della canzone, fantasia e genio non conoscono limiti, né stecche, lasciano a bocca aperta come gli acuti di un tenore, o la classe innata di uno sconosciuto giovane talento.
Gli spalti, le gradinate, la platea vivono e ricercano perennemente emozioni, sensazioni, brividi, senza le quali non potrebbero gustarsi il valore dello spettacolo, non si potrebbe più pronunciare la parola “spettacolo”. Chi invece non ha la fortuna di aver assistito da vicino per due anni e mezzo alle sue prodezze, deve accontentarsi di vederlo protagonista al festival della canzone, oppure di indossare un’altra casacca, quella blucerchiata.
Del resto, se qualcuno ci considera ciclisti piuttosto che amanti del cricket, magari, dopo aver portato il nome di Genova in Italia e in Europa sui campi da calcio, trionferemo al Giro d'Italia e nelle classiche Milano – Sanremo, o alla Parigi – Roubaix, ma è giusto arricchire il nostro curriculum con un’ottima interpretazione canora. Per una sera Fantantonio sarà lo special guest, la stella del Festival, la sua presenza basterà per fare audience, a prescindere da cosa dica, o faccia. Per una sera quella stella non illuminerà i terreni di gioco, ma il palco dell’Ariston.
In cielo invece continuerà a brillare una stella, forse cometa, al suo passaggio qualcuno, dopo aver terminato il campionato davanti a tutti, un giorno, chissà quando però, vorrà portarla sul petto, sarebbe il festival delle stelle, ma talvolta i sogni sono destinati a restare utopie. Abbandonare gli striscioni contenenti beceri insulti al barese in occasione nelle stracittadine per passare agli in bocca al lupo per Sanremo è già un bel passo in avanti, ma potrebbe non bastare per mutare le decisioni dei fenomeni nello spazio.
Il telespettatore ha il potere di scegliere quale canale vedere, ma la Stella del Festival brillerà comunque almeno per i presenti, il festival delle stelle rischia invece di restare legato in eterno a sogni e ricordi.
