Lunedi 1 febbraio alle ore 19 termina la finestra invernale del calcio mercato. Per fare il punto sulle strategie future blucerchiate e commentare gli affari già perfezionati, Sampdorianews.net ha avuto l'onore di contattare in esclusiva Alfredo Pedullà, nostro esperto di calcio mercato, giornalista per Sportitalia ed editorialista per la nostra redazione nazionale di tmw.com.
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Guberti, Storari, Mario Cassano. Come giudichi gli affari invernali finora conclusi dalla Sampdoria?
“Finora il mercato della Sampdoria non mi ha convinto tanto, Guberti è un ottimo esterno, ma la squadra era già coperta in quella zona del campo. Mi aspettavo qualcosa di diverso per la difesa, invece è stata seguita una strategia fin troppo attendista e rinunciataria. Quando il Genoa si è reso conto di aver necessità di un difensore, lo ha individuato in Dainelli e se lo è portato a casa per 2,5 milioni di euro. La sintesi del discorso è questa: non sempre si riesce a concludere operazioni in prestito. Ben venga Guberti, ma da luglio le urgenze sono altre e non sono ancora state risolte. Mario Cassano era ambito in estate da diversi club della serie A, non si è ambientato a Reggio, ma resta un portiere di qualità. Storari è valido, ma è una situazione paradossale avere 4 portieri in organico e non aver acquistato un difensore centrale, la coperta è corta. Mi scrivono tantissimi tifosi sampdoriani e sono piuttosto arrabbiati. La società è andata finora alla ricerca di ruoli già coperti. Capisco il sacrificio di trattenere Palombo, di blindare Poli, di non cedere Pazzini a gennaio, ma si è sbagliato se si pensava di prelevare Dainelli, o Manfredini in prestito. Restano in ballo anche i rinnovi contrattuali di Castellazzi e Lucchini: recentemente Marotta ha evidenziato la presenza di determinati tetti, ma, a mio parere, non devono incidere sulle priorità. Mi attendevo di veder arrivare un difensore nei primi giorni di gennaio. Intendiamoci, Dainelli non sarà Beckenbauer, ma quando si ha una necessità, si interviene subito sul mercato, sennò si rischia di soffrire fino alla fine. In questo momento sono un po’ deluso dal mercato blucerchiato, ma verrà valutato alle ore 19 del 1 febbraio. Non è colpa di Marotta, che resta un dirigente illuminato, tra i migliori in circolazione, lui si muove in base al budget limitato messogli a disposizione dalla società”.
Che opinione ti sei fatto dell’esclusione di Antonio Cassano dalla trasferta di Udine?
“Sai bene Diego che sono un grande estimatore di Cassano. In estate gli avevo augurato 200 assist e 20 goal perché non condividevo le scelte di Lippi, a mio parere distanti dalla meritocrazia. Quando Cassano ha avuto la certezza di non essere convocato per il Sudafrica, si è avvilito e ha staccato la spina. Solo chi è dentro alla Samp può sapere certe cose, ma sicuramente l’allenatore non è autolesionista dal lasciar fuori il miglior giocatore dell’organico senza valide motivazioni. Sinceramente dubito si tratti unicamente di ragioni tecnico – tattiche, perché anche un Cassano al 30 – 40% può dare una grossa mano ad una squadra in difficoltà. Se il giocatore ha avuto comportamenti sbagliati, invece l’allenatore ha fatto benissimo ad escluderlo, ha preso una decisione coraggiosa, correndo un grande rischio, se la partita ad Udine fosse andata male, si sarebbe beccato soltanto critiche. Ha gestito la situazione con grande lucidità”.
Ti aspetti a breve qualche novità sul futuro di Cassano e sul mercato blucerchiato in generale entro il 1 febbraio?
“Se il giocatore restasse a Genova da separato in casa e le reciproche posizioni restassero tali, converrebbe a Cassano e alla Sampdoria? Mi aspetto che la società gestisca la situazione con calma e nel migliore dei modi possibile e mi auguro che l’esilio duri una sola settimana. Mi aspetto un colpo da parte della Samp in questi ultimissimi giorni di mercato, capisco il basso profilo, ma vanno soddisfatte le priorità: il difensore centrale e fare chiarezza sulla vicenda Cassano, dentro o fuori. Robinho pare diretto al Santos, Motta va adesso al City, per Cassano può esserci la tentazione soprattutto per giugno, ora è probabile che resti, ma ti chiedo a quali e in quali condizioni? Fino a quando potrà accettare la panchina, o la tribuna? Mi attendo chiarezza sulla vicenda, dentro o fuori entro il 1 febbraio. Per la difesa la Samp è in abbondante ritardo, spero che Marotta possa essere messo nelle condizioni migliori per lavorare, ha già compiuto tanti miracoli in passato”.