In attesa della svolta
Non erano solo parole dette a caso quelle che hanno accompagnato la scorsa settimana, chi ci ha creduto veramente ora si sente molto più sollevato e soddisfatto. Una nuova prestazione rinunciataria avrebbe spalancato chissà quale porta infernale, per fortuna al di là dei nostri timori, la “cura” ha mostrato i suoi primi risultati, regalandoci una Samp a mio parere convincente, che non ha subito ed, anzi, stavolta ha cercato di creare, di costruire le sue occasioni.
A prova di ciò, mister Ranieri, appena finita la partita a reti inviolate, ha detto ai microfoni, con quell'aria da buon padre di famiglia che sempre lo contraddistingue, che il pari era il risultato più giusto per il gioco espresso da ambedue le squadre. Se ne è rimasto contento lui del punto ottenuto, possiamo lamentarcene noi, dopo questa settimana? Credo proprio di no, semmai lamentiamoci del campo che continua ad essere indecente e pericoloso, nonostante i soldi spesi per rizollarlo, oppure del freddo improvviso sceso su Genova. Aver però visto nuovamente i nostri ragazzi onorare la maglia e giocare con piglio più sicuro, tra l'altro contro una squadra di indiscusso valore, ci dà sollievo e speranza di essere usciti dal tunnel.
Più di tante parole, a fine partita, è valso l'emozionante abbraccio tra i giocatori, mentre il Capitano parlava a tutti, momento intenso, a dimostrare che l'unità, se mai fosse venuta meno, è stata ritrovata e con essa la sicurezza. A questo punto, manca solo una partita prima della sosta natalizia, e la sorte ci riserva di “nuovo” il Livorno, fresco eliminato dalla Coppa Italia, per mano dell'Inter, alla ricerca perenne di “tituli” da mettere in bacheca. Cosmi era abbastanza contrariato dal risultato della partita, ha detto che preferiva perdere non uno ma diciotto a zero pur di vedere il cuore e il coraggio sul campo. Già prima, idealmente, la sua testa era al campionato, quindi è un chiaro messaggio, non sarà una partita facile, anche perché di facili non ne esistono.
Ragionevolmente ci si domanda se a Livorno verrà sancita definitivamente la guarigione dalla malattia e la conferma della svolta in atto, però che il tutto possa essere messo nuovamente in discussione da una eventuale mediocre prestazione mi turba un po'. Si parla di equilibrio, si fa un tifo scatenato da rimanere rauchi per due giorni, ma molte volte ci ritroviamo turbati, eppure le crisi e i passi falsi esistono per tutte le squadre, basta solo vedere domenica scorsa gli esiti delle partite delle prime tre corazzate in classifica per rendercene conto, perciò non è cosa tanto rara mettersi in discussione, specie dopo roboanti sconfitte.
La strada giusta per venirne fuori, può essere solo quella dell'unità, remando tutti insieme nella stessa direzione, ma dobbiamo crederci veramente, non solo scriverlo. L'amore, quello vero, include rispetto e sostegno per superare le difficoltà e migliorare le proprie caratteristiche, ma è anche accettazione degli eventuali difetti, senza per forza doverli rimarcare ogni volta, oscurando tutti i pregi. Certo, in buona fede, la passione a volte fa dire cose strane, a volte sento critiche sconcertanti, a cui neppure mi va di rispondere tanto le trovo immotivate. Amo questi colori da sempre, appartengono ad una Società onesta, che ha operato sempre in modo trasparente, e non credo che questo sia poca cosa, nel disgusto generale che tutti proviamo per la vicenda di calciopoli.
Ogni anno credo in un progetto realistico ed adeguato alla nostra dimensione, che sia sempre migliorabile e nessuno mi illude con promesse da fantacalcio. Certo, sognare non è mai vietato, ma mi intristisce pensare solo alle delusioni, per quanto cocenti; preferisco, finché si può, godermi le giocate di Fantantonio, gustarmi il gesto del Pazzo quando segna e rivedere l'entusiasmo che nuovamente si impossessa di tutti, mentre Mister Del Neri, finalmente, completa con il ritorno di Semioli, il suo modulo di gioco preferito, quello che tanto successo ha ottenuto all'inizio del campionato.
Sembrerà banale, ma credo sia sufficiente così, amare e sgolarsi allo stadio, i voli pindarici con eventuale caduta dolorosa cerco di tenermeli lontani, filosofia di San Pier d'Arena: annessa a Genova nel lontano 1926, per chi ama la storia; nessun inno particolare..solo tanto amore per questi colori! Forza Samp!
