Quelle verità un po' scomode...
Si sono spenti i riflettori sulla Nazionale, era quasi ora. Con le due ultime amichevoli, rispettivamente contro Olanda e Svezia il Ct Lippi, ha avuto modo di fare i suoi esperimenti e dovrebbe essersi chiarito un po’ le idee, visto che le sue risposte ai microfoni sono spesso condizionate dall’umore della serata, e spesso anche contraddittorie. Per quanto lo riguarda, avrei anche evitato, ma non mi sarei persa per nulla al mondo le prestazioni di Angiolino Palombo, del Pazzo Pazzini e, quella virtuale di Fantantonio, sempre comunque presente nei cori e striscioni di moltissimi tifosi.
Abbastanza piacevoli i due incontri, oserei dire, però non troppo amichevoli; sia Angelo che il Pazzo hanno preso un sacco di botte, soprattutto quest’ultimo, marcato da un “armadio” che lo ha tartassato oltre il tollerabile. Poi, alla vista del suo naso che riprendeva a sanguinare, mi sono tornati i brividi, speriamo vivamente che non sia nulla di serio e che ritorni pure stanco ma almeno integro. Buone, comunque, le loro prestazioni, l’Angelo blucerchiato ha dimostrato di essere un tassello importante per la futura Nazionale; infatti noi che lo conosciamo molto meglio sappiamo cosa succede quando non c’è. Il Pazzo ha macinato tanto gioco, mostrando una grinta eccezionale sia in campo che fuori, perché rispondendo ad una maliziosa domanda su Amauri quale possibile arruolato nel gruppo azzurro, ha detto tranquillamente, con quel suo solito affascinante sorriso, semplicemente la verità, quella che pensano tutti, ma, in un ambiente così falsamente buonista, a nessuno è mai convenuto di dire. Mille volte bravo, Pazzo!
Con tutti i bravi giocatori nostrani che abbiamo visto sgobbare e sudare con grande impegno, sempre sotto esame, viene da chiedersi che bisogno c’è di scomodare un oriundo, uno che giocherebbe per ripiego, visto che con la sua nazionale non è gli andata troppo bene. Qui la discriminazione non c’entra nulla, chi ha ridotto a questo le sue parole è proprio in malafede. E’ solo una questione di buon senso, ed il Pazzo ha ragione. Circa la paura di eventuali ritorsioni, tranquilli; si vocifera che, comunque, la convocazione in extremis del brasiliano rappresenti un chiaro disegno già fissato da tempo, quindi le sue dichiarazioni non hanno compromesso proprio nulla, nulla che, forse, non fosse già preventivato.
Ulteriori sviluppi e nebulosi scenari sulla vicenda stadio. E’ ormai ufficiale la rinuncia alla candidatura di Genova agli Europei 2016; le motivazioni sono da ricercare nel poco tempo a disposizione prima della scadenza dei termini imposti dalla FIGC, assolutamente indispensabile per valutare pienamente l’area Colisa, i cui costi finali si sono raddoppiati rispetto a quelli preventivati. Viene spontaneo domandarsi perché un’area così problematica sia stata consegnata quasi a sorpresa e con tanto ritardo all’attenzione dei due Presidenti, che tra l’altro hanno spesso manifestato intenzioni molto diverse, e non lo dico per riscaldare la già calda atmosfera pre-derby, ma il Presidente Garrone rivendica, ormai da anni, il diritto di costruirsi, a spese sue, uno stadio per la Samp, mai l’ho visto attirato veramente dall’idea del rifacimento del Ferraris, troppe problematiche per la messa a norma anche solo per le partite europee, improponibile per la candidatura 2016
Dall’altra parte, invece, un colpo al cerchio e una alla botte( come si suol dire), ma grandi intenzioni di tirare fuori dei capitali non le ho mai viste, ed era scontato che il Comune volesse starne fuori. Per Genova città è forse un’occasione perduta, ma stiamo tranquilli perchè Garrone è persona che veramente non molla. Mai accantonato il progetto all’aeroporto, adesso chiede risposte vere, non fittizie sulla sua bocciatura e credo anche che “le forze del male”, questo almeno, glielo debbano. Altro ancora non si sa, ma ci basta per la fiducia che riponiamo in lui, sapendo che desidera solo il bene della Samp, e speriamo che, con tutto il tempo che gli stanno facendo perdere, gliene rimanga un po’ per discutere il rinnovo contrattuale del nostro portierone Castellazzi, e magari anche del buon Lucchini.
Domenica si ricomincia, l’avversario si chiama Chievo ed è in ottima forma, Del Neri lo conosce bene e studia già le contromosse. Vietato sbagliare questa volta e, come al solito, per spingere i nostri ragazzi verso una possibile vittoria che ridarebbe morale e classifica, si schiererà il dodicesimo uomo: noi ! Forza Samp!
