ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Alfredo Pedullà: "Anche la Samp può lottare per la Champions. Carenze in difesa? Un luogo comune"

ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Alfredo Pedullà: "Anche la Samp può lottare per la Champions. Carenze in difesa? Un luogo comune" TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 4 settembre 2009, 08:00Esclusive
di Diego Anelli
Oggi abbiamo l'onore di contattare in esclusiva Alfredo Pedullà, ex colonna storica del Corriere dello Sport - Stadio, esperto di calcio mercato per Sportitalia ed editorialista per tuttomercatoweb.com.

Gli acquisti di Tissone, Semioli, Mannini, la conferma di Palombo e il ritorno di Poli: è uno dei centrocampi più forti e completi della massima serie, quale è la tua opinione a riguardo?
“Non ho dubbi, con l’arrivo di Del Neri la Samp ha compiuto un importante salto di qualità, si è passati da una tattica attendista, spesso agendo in contropiede, ad una aggressiva, la squadra fa la prima mossa, non la subisce. La società ha costruito la squadra in perfetta somiglianza al nuovo tecnico, non ne esiste uno più bravo nel rivitalizzare Semioli e Mannini, Tissone poi è un eccellente talento, finora condizionato da problemi fisici, senza i quali può fare il salto di qualità definitivo. La Samp pratica un 4-4-2 fittizio, perché ogni giocatore si getta negli spazi. Il centrocampo è un reparto completo, sicuramente tra i primi 5 in serie A”.

Come interpreti l'arrivo di Nicola Pozzi? Potrebbe essere lui un domani a ricevere l'eredità di Pazzini?
“Si tratta di un’operazione molto intelligente. Se Pazzini e Cassano stanno bene, la squadra può anche puntare ad un piazzamento in Champions League, perché, a parte Inter e Juventus, tutte le posizioni sono in gioco, Roma, Milan e Fiorentina hanno tutte i loro problemi. Pazzini quest’anno può realizzare una ventina di goal e la sua quotazione potrebbe raggiungere i 25 milioni di euro, non è stata stabilita la cedibilità, ma il calcio insegna che nessuno è incedibile e, dinanzi ad un’offerta irrinunciabile, la società non potrebbe tappargli le ali. Il possibile blocco sul mercato costringerebbe però il Chelsea a cambiare strategie. La Sampdoria è una grande società e, operando con budget piuttosto limitati, conclude operazioni fantastiche come quella di Pozzi, con le quali guarda al futuro, si cautela facendo leva sulla forza delle idee. Talvolta sento parlare di pressioni: rispetto a Pazzini, Pozzi aveva una situazione completamente diversa, a Empoli il matrimonio era terminato, a Firenze invece Pazzini era praticamente stato segato da Prandelli. Alla Samp Pozzi può benissimo giocare una quindicina di partite, starà tranquillamente al suo posto, con la sua speranza che il futuro possa essere alla Sampdoria”.

Questa potrà essere la stagione della consacrazione per Guido Marilungo inquel di Lecce?
“L’operazione Pozzi ha avuto inoltre il merito di consentire a Marilungo di andare a giocare, non aveva senso farli fare degli spezzoni di partita, lo vedo all’altezza di Paloschi. Ha bisogno di giocare, non di scaldare una panchina, in maniera che il suo processo di maturazione non si interrompa. De Canio è l’allenatore giusto, propone uno schema che lavora per gli attaccanti, l’ambiente non è attualmente il massimo, per polemiche generate in seguito alla retrocessione”.


Nelle scorse settimane sono circolati i nomi di Dainelli e Domizzi per ladifesa, alla fine la società e Del Neri hanno deciso di fare lo sforzo su Semioli. Secondo te bastano gli arrivi di Zauri e Rossi per rendere competitivo il pacchetto arretrato, vista la partenza di Campagnaro e il lungo stop di Accardi?
“Dainelli è come la Suora Camilla… tutti la vogliono, ma nessuno la piglia… da 3 anni ha le valigie pronte, psicologicamente poteva arrivare turbato e la Samp avrebbe rischiato di subire il contraccolpo. Castellazzi è un valore aggiunto sottovalutato. Ho avuto il piacere di seguirlo ad inizio carriera tra Catania e Reggina e ho notato un salto di qualità del 200%: tolti Julio Cesar, Buffon e Frey, Castellazzi può benissimo giocarsela con chiunque, d’altra parte Amelia ha un rendimento troppo altalenante, Muslera è giovane e resta un po’ acerbo, Doni è vittima di problemi fisici. La società ha voluto puntare sui ruoli strategici per Del Neri, ovvero gli esterni, prendendo i migliori in circolazione, si preferisce dare uno schiaffo in più , piuttosto che prenderne uno in meno. Quando tornerà Accardi, la Samp potrà nuovamente contare su un signor difensore, Gastaldello non rientra tra i miei difensori ideali, ma è più che all’altezza, Zauri garantisce rendimento costante e aumenta il tasso d’esperienza, l’operazione Rossi ha limitati rischi di perdita. Da qua a gennaio la società potrà monitorare il reparto. Si era parlato anche di Domizzi, anche in ottica Roma, ma non c’erano i presupposti, alla fine non aveva quell’eccessivo mercato se alla fine è rimasto a Udine, se la Samp lo avesse voluto, lo avrebbe preso, non vedo assolutamente voragini in difesa”.

Antonio Cassano ha dichiarato amore eterno verso la Sampdoria. Qualche big a livello internazionale si accorgerà mai di lui?
“Un accenno alla questione Nazionale: Lippi dice di leggere le campagne di stampa a favore di Cassano e chiede di rispettare le sue idee, più che altro finiamo per subirle. Si contraddice pubblicamente, 5’ prima ricorda che le sue convocazioni vengono effettuate in base alla meritocrazia del campionato…. Se ci dicesse che la meritocrazia non centra nulla, nessuno si scalderebbe. Parlando con direttori sportivi e addetti ai lavori, posso confermarti che il mondo calcistico ha messo nel cassetto i suoi vecchi precedenti caratteriali. La Samp non dice che Cassano è caratterialmente migliorato soltanto per realizzare uno spot, lo dichiara perché coincide con la realtà: è maturato tantissimo. Non è partito da Genova essenzialmente per due motivi: la Samp ha un progetto importante da seguire a fari spenti e Cassano rappresenta il punto di partenza, poi Inter e Juventus avevano fatto operazioni differenti, la Juve aveva bloccato Diego da tempo e l’Inter cercava un fantasista adattabile come Sneijder. A Milano poi Cassano avrebbe rischiato di non avere la visibilità che invece avrebbe meritato. Spero che non se ne parli più di una sua partenza dalla Sampdoria nei mesi futuri, per il rispetto della società e soprattutto dei tifosi blucerchiati”.

Daniele Dessena, punto di riferimento del Parma e nell'under 21, non ha trovato spazio nè con Mazzarri, nè con Del Neri, sebbene adottino schemi tattici ben differenti. Cagliari può essere la piazza ideale per il rilancio?
“Per Dessena sarà un’annata ancora più che fondamentale. Il calcio è lo specchio della vita, si chiede sempre qualcosa in più. Per il Cagliari il settimo – ottavo posto non basta più, bisogna puntare al sesto. Si tratta di una scelta coraggiosa perché prevedo una stagione delicata per il Cagliari. Per quanto riguarda invece la tattica, da Allegri può imparare moltissimo e dimostrare il suo reale valore, altrimenti non potrà più avere alibi nel giugno 2010 e la sua valutazione andrebbe rivisitata”.

In estate erano rimbalzati da Torino insistenti rumors in merito ad un presunto arrivo alla Juventus di Beppe Marotta. Secondo quanto ti risulta, si tratta di una trattativa reale ma naufragata, oppure potrebbe ritornare d'attualità a gennaio, o nella prossima estate?
“Tra Marotta e la Sampdoria esiste un feeling importante, collaudato, certificato di stima reciproca. A Genova ha carta bianca, piena autonomia, come avviene per Corvino a Firenze, non la stessa cosa si può dire per Braida, Tare e Pradè. Si tratta di un’assoluta tipicità nel ruolo, senza freni, né paletti. Gli auguro di trovarsi a fine stagione tra il bivio tra restare alla Samp in Europa, magari in Champions League, e la possibilità di approdare alla Juventus, il cui staff dirigenziale potrebbe davvero cambiare a breve”.

Le squadre genovesi a punteggio pieno dopo le prime 2 giornate: le campagne acquisti le aiuteranno a farsi scoprire dai salotti buoni del calcio?
“Sampdoria e Genoa hanno compiuto un lavoro fantastico, invece a livello nazionale si parla sempre dei soliti noti, la piazza di Genova merita maggiore visibilità e la stampa deve fare la propria parte. Sicuramente non rivedremo il gap della passata stagione, sono squadre molto ben assortite e, in casa Samp, il mancato difensore rappresenta un luogo comune. Ci sarà molto equilibrio dopo le prime 2 della classe”.

La chicca e l'errore realizzati dalla dirigenza blucerchiata nel corso della sessione estiva.
“Come errore non parlo assolutamente della difesa, poso invece riferirmi alla decisione di trattenere Foti, un classe ’88 che ha bisogno di giocare, soprattutto perché reduce da stagioni altalenanti, forse affrontate non con la voglia giusta al 100%. Sembrava promesso al Crotone, poi è stato preferito mandare Marilungo a giocare, ma a gennaio credo verranno prese soluzioni diverse. Al di là dei fondamentali arrivi di Semioli, Mannini e dell’operazione Pozzi, la chicca è l’arrivo di Tissone. Anche il vostro ex Novellino lo aveva inserito in lista alla propria lista della spesa. Se starà bene, la Samp troverà con lui la definitiva quadratura del cerchio, facendo vivere sogni tranquilli ad un tecnico straordinario e fin troppo sottovalutato come Del Neri”.

RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE DELL'ARTICOLO CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.SAMPDORIANEWS.NET