La Sampdoria, Cassano e la stampa nazionale

La Sampdoria, Cassano e la stampa nazionaleTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giacomo Morini
lunedì 27 luglio 2009, 08:28Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

L'Amministratore Delegato Beppe Marotta l'ha detto e ripetuto: al 98% Antonio Cassano vestirà la casacca della Sampdoria, almeno per un'altra stagione. Il procuratore del talento barese, Giuseppe Bozzo, ha confermato tale volontà, ribadendo però anche altri concetti nei giorni scorsi: "il mercato è ancora lungo, Non sarebbe facile intavolare ora una trattativa. La Sampdoria avrebbe bisogno del tempo per rimpiazzare Cassano, e sappiamo che sostituire uno come Antonio non è facile. L'Inter non ha solo i giocatori giusti, ma ne ha anche tanti, e in 12 non si può giocare, quindi qualcuno dovranno pur cederlo, ma ripeto, al momento non esiste trattativa con nessuno. Certamente con la partenza di Ibrahimovic, si potrebbero aprire nuovi scenari e potrebbero chiedere Cassano, ma al momento non lo hanno chiesto".

Per dovere di cronaca la nostra testata, pur non volendo lanciare nè allarmismi, nè riportare trattative al momento inesistenti, deve riportare l'asfissiante pressing di un considerevole numero di testate giornalistiche milanesi e torinesi verso un trasferimento di Antonio Cassano all'Inter, per volontà soprattutto del Patron Moratti, mentre Mourinho, pur stimando il genio barese, avrebbe posto il suo pupillo Deco in cima alla lista della spesa.

A prescindere dalle contropartite tecniche che la società nero-azzurra possa offrire, sicuramente interessanti ma non meritevoli di essere scambiate con un campione di tale calibro, e dei 20 milioni di euro necessari per il trasferimento (di cui un quarto andrebbe al Real Madrid), una cifra sinceramente ridotta al giorno d'oggi rispetto al valore assunto dal fantasista, in tale operazione ci perderebbe innanzitutto la Sampdoria. Ogni tifoso realistico è ben consapevole che Cassano non potrà restare in eterno in blucerchiato, ma ci si augura che quel giorno sia il più lontano possibile, nutrendo piena fiducia nell'operato di Beppe Marotta e del suo staff di collaboratori.

Gli organi di stampa nazionali, in particolare milanesi e torinesi, non vedevano l’ora di accostare Antonio Cassano, sul quale non avevano esitato a rovesciare commenti indicibili e meritevoli di censura ai tempi delle ormai note e abbandonate Cassanate, ad un club di primissima fascia. Nei 2 anni trascorsi in blucerchiato, il genio barese è sempre stato accostato all’Inter, o alla Juve, anche quando le percentuali di permanenza in blucerchiato coincidevano con il 100%. Intendiamoci, ognuno fa il proprio mestiere, porta fieno in cascina, ma, alla lunga, quando il tempo passa e il giocatore non si trasferisce, la minestrina riscaldata non soltanto non è più accettabile, ma diventa indigeribile.

D’altra parte bisogna anche essere realisti: Marotta l’ha confermato, la Sampdoria non ha mai ricevuto offerte ufficiali per il suo fantasista, quindi Cassano non si è mai davvero trovato dinanzi alla scelta più pesante: accettare la proposta di una big, cercando il rilancio e la definitiva consacrazione in una piazza calda e blasonata, laddove era rimasto bruciato nella capitale dopo aver incantato per anni i tifosi giallorossi, oppure restare alla Sampdoria, dimostrando nuovamente riconoscenza alla società e contribuendo al progetto blucerchiato.

In un discorso simile esistono tante incognite e variabili, innanzitutto le ambizioni della società: se la dirigenza punterà in alto, senza ovviamente fare il passo più lungo della gamba in termini di bilancio ma accettando qualche sforzo in stile Pazzini, allora il genio barese sarebbe anche più stimolato a diventare l’uomo simbolo della Sampdoria. Non dimentichiamoci poi il cammino verso il Mondiale: se e quando Marcello Lippi si ricordasse della sua esistenza, la Sampdoria sarebbe la miglior piazza possibile per aiutarlo a conquistare la convocazione al Campionato del Mondo.

La dirigenza è poi ben consapevole della profonda importanza tecnica, ambientale e mediatica di Antonio Cassano. I mass media nazionali hanno ignorato e ignorano tuttora la Sampdoria, dedicandole spazi marginali nei rotocalchi calcistici, oppure fingendo di non conoscerne nemmeno l’esistenza, come nel caso dell’oscuramento dell’incantevole coreografia organizzata dalla tifoseria in occasione della finale di Coppa Italia a Roma.

Se però Cassano ritardasse ad un allenamento, parla coprendosi la bocca, imprecasse con un compagno per un servizio sbagliato, sbuffasse ad una sostituzione, si spettina i capelli, non ha il sorriso stampato in faccia ogni qual volta rilascia autografi, segue una preparazione atletica talvolta personalizzata, decide o meno di sposarsi, realizza un’autobiografia assai realistica di se stesso e del mondo del calcio, allora ecco spuntare i moralizzatori e i suoi denigratori, soltanto, a quel punto seppure indirettamente, esisterebbe anche la Sampdoria. Superflui e scontati i miei commenti nei confronti di tali cronisti, sempre pronti a mettere in croce Antonio Cassano, rilasciando mille giustificazioni invece se campioni del suo calibro sputano in faccia agli avversari, sono protagonisti di pericolosi interventi fallosi, fanno gestacci e si rendono protagonisti di insulti vergognosi nei confronti dei propri tifosi.

Da quando anche chi ha indossato la nostra casacca per 15 anni e ha abbandonato gratuitamente la nave appena ha fiutato la prossima deriva, pur reputandosi tuttora una bandiera, se ne è andato, fatico a pensare ai giocatori simbolo. In 28 anni da tifoso blucerchiato ne ho conosciuti davvero pochi: negli ultimi anni mi vengono in mente unicamente Francesco Flachi, Sergio Volpi e Angelo Palombo, che hanno dimostrato, sempre con i fatti e non con le parole o gesti sotto la luce dei riflettori, il vero amore nei confronti della Sampdoria.

Mi auguro, per il bene della nostra squadra e probabilmente anche per il diretto interessato, che il matrimonio professionale di Antonio Cassano con la Sampdoria prosegua ancora per diversi anni. Se e quando le strade si dovessero dividere, lo ringrazierei per averci fatto nuovamente divertire con giocate dalla classe cristallina, augurandogli le migliori fortune professionali e umane. In questo momento parlano soltanto i fatti: Antonio Cassano è stato ed è tuttora un giocatore imprescindibile per la nuova squadra allenata da Del Neri, la Sampdoria ha il diritto e dovere di costruire una squadra ambiziosa attorno a lui, sempre se milionari, moralizzatori, denigratori e i diretti interessati ce lo consentiranno…