Dossena e il segreto della Sampd'oro: "Un fuoriclasse che si chiamava Paolo Mantovani"

Dossena e il segreto della Sampd'oro: "Un fuoriclasse che si chiamava Paolo Mantovani"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Andrea Pasquinucci
martedì 21 maggio 2013, 18:26News Doria
di Stefano Orengo

Beppe Dossena, un passato in blucerchiato e uno Scudetto conquistato poco più di 22 anni fa sul prato del “Ferraris”. Tanti successi e tante reti segnate, su tutte quella splendida col Malines nella semifinale di Coppa delle Coppe 1989. TeleNord ha scelto lui per commentare la stagione appena conclusa della Sampdoria. “Un campionato un po’ particolare, difficile, con qualche patema alla fine ma anche con due perle, perché le due vittorie contro la Juventus rimarranno nella storia - spiega Dossena -. Fortunatamente si è risolto per il meglio e c’è modo di programmare la nuova stagione. Io credo che il calcio si possa fare anche con pochi soldi. Ci vogliono tante idee, conoscenze e rapporti. La gestione del calciatore è diventata fondamentale. Bisogna avere una serie di componenti che ti permettono di affrontare una stagione senza problemi”.

Inevitabile poi un ricordo dedicato allo Scudetto conquistato nel 1991, con la personale esperienza del centrocampista, uno degli uomini più rappresentativi della Sampd'oro, targata Boskov e Mantovani. Qual era il segreto di quella squadra? “C’era molta coesione, molta solidarietà – confessa Dossena -. C’erano giocatori straordinari e un fuoriclasse che si chiamava Paolo Mantovani. Senza di lui non ci sarebbe stata questa storia, questa favola e l’orgoglio di essere Sampdoriani. Era una persona che ci teneva uniti, coesi: è la persona che ha gestito quegli anni e uno spogliatoio di grandi campioni”.

Il 27 maggio è previsto al “Ferraris” l’importante derby benefico contro la SLA, derby al quale però Dossena non parteciperà. “Non ci sono, spero per una dimenticanza - sottolinea l’ex 11 doriano -. Spero che non ci siano discorsi alle spalle che mi impediscano di essere presente. Se però la mia assenza giustifica il fatto che arrivino più soldi nelle casse della fondazione che organizzerà la partita, allora sono ben contento di stare fuori. Mi aspettavo più coraggio da parte di Luca Vialli".

“Mi dispiace perché avrei voluto essere presente con tanti amici - conclude Dossena comunque sereno -. Il coraggio che Luca Vialli lo ha sempre avuto, ma che in questo caso non ha dimostrato. Ma per me rimane comunque il mio centravanti e gli auguro che questa manifestazione porti tanti soldi alla causa. Se arrivasse una chiamata in extremis? Certamente ci vado, non ho nessun problema. Non mi dimentico degli anni passati alla Samp, delle persone e degli sforzi che ci sono stati per raggiungere questo traguardo”.