ESCLUSIVA SAMPDORIANEWS - Andrea Bernini, l'uomo salvezza: "Mi sono pentito di essere andato via"
I veri tifosi blucerchiati si ricordano bene la stagione 2001-2002: la squadra con un piede e mezzo in C1, la società con i libri destinati in tribunale per il fallimento. Per fortuna le imprese di Francesco Flachi, l’avvento di Riccardo Garrone e la forza del gruppo consentirono alla Sampdoria di salvarsi dentro e fuori dal campo. Tra coloro che non hanno mai fatto mancare il proprio contributo alla causa blucerchiata, è impossibile dimenticare Andrea Bernini, centrocampista di qualità e quantità rimasto indelebilmente nella storia del club per il goal salvezza realizzato a Vicenza alla penultima giornata. L’anno successivo ha rappresentato una valida alternativa a Volpi e Palombo nell’annata culminata con la promozione. Sampdorianews.net, in esclusiva, per i propri lettori, ha contattato telefonicamente un esempio di professionalità e duttilità tattica:
Ciao Andrea, puoi descriverci come è proseguita la tua carriera dopo la partenza dalla Sampdoria?
“Con il Napoli si è raggiunta la salvezza, ma la società fallì durante la gestione Naldi, mi sono trasferito poi al Perugia, con Colantuono vincemmo il campionato conquistando in campo la promozione in serie A, ma il fallimento con Gaucci ci fece ripartire dalla C1 dove sono rimasto per 3 stagioni. Da un anno e mezzo milito nel Lecco, dove abbiamo conquistato la salvezza ai play-out. Il prossimo campionato tornerò a giocare nella San Giovannese, è ufficiale da poche ore. Non so se sarà l’ultimo anno di carriera, ho 36 anni, ma sto ancora bene fisicamente, colleziono sempre 25 presenze in C1 a buoni livelli. Smetto quando il sottoscritto, o chi mi circonda si rende conto che non ce la faccio più ad andare avanti”.
A tuo parere avresti meritato maggior spazio nel massimo palcoscenico della serie A?
“Probabilmente sì, col segno di poi mi rendo conto di aver compiuto uno sbaglio ad andare via dalla Sampdoria dopo la promozione, Novellino mi riteneva un buon sostituto nella rosa, ma il Napoli mi offriva un anno in più di contratto e un campionato di vertice, ho fatto una scelta, della quale mi sono poi pentito, non la rifarei più”.
I tuoi ricordi dell’esperienza in blucerchiato
“A Genova arrivai a settembre dalla Reggina dopo il ritiro, nella prima gara ufficiale disputata proprio a Reggio, ho subito un grave infortunio alla spalla, tornai a novembre, dal punto di vista personale disputai un buon campionato, ho fatto anche il goal salvezza a Vicenza che ci ha consentito di giocare con tranquillità l’ultima gara. L’anno successivo ho raccolto 25 presenze con Novellino in una super squadra, mi porto dentro grandi emozioni dalla festa promozione”.
Nella tua prima stagione alla Samp, la squadra, sconfitta in casa dal Crotone, si ritrovò con un piede e mezzo in C1, quali furono le cause di una stagione così travagliata?
“La squadra era attrezzata per poter competere in ottica promozione, ma infortuni, incomprensioni e il mancato rendimento di qualche giocatore, abituato magari a vincere e ritrovato poi a lottare per la salvezza, hanno influito pesantemente. Abbiamo anche patito il discorso societario, ci siamo ritrovati un po’ abbandonati a noi stessi, l’avvento di Garrone a Marzo portò tranquillità, riuscendo a costruire una squadra importante con un allenatore altrettanto bravo come Novellino, che non si discute, mi ha dato tanto e lo ringrazierò sempre per la fiducia”.
Quali sensazioni hai provato a tornare a giocare in C1?
“Ci sono ritornato a giocare dopo 7 – 8 anni disputati tra serie A e B, all’inizio ho fatto sinceramente un po’ di fatica, forse l’ho presa un po’ leggera, dopo un paio di gare mi sono reso conto di dovermi dare una mossa. Ho disputato un paio di buoni campionati a Perugia, nella prima stagione siamo partiti tardissimo, sfiorando i play – off per un punto. Non sono mai stato un giocatore eccelso, come poteva esserlo Flachi, ma mi sono sempre contraddistinto per un buon rendimento”.
Sei rimasto in contatto con qualche tuo ex compagno dei tempi doriani?
“A Milano ho rivisto Palombo, in tribuna, al fianco dei suoi genitori, ho assistito alla semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, ai tempi della Samp sono stato suo compagno di camera. Sono contentissimo per come si è sviluppata la sua carriera, che gli ha consentito di conquistare anche la Nazionale. Ho risentito anche Flachi, sono contento per lui, non era facile ritornare a giocare dopo 2 anni tristi, ha reagito bene e ad Empoli è ritornato protagonista”.
La gioia più indescrivibile e il rimpianto più pesante nel corso della tua carriera?
“Tra le gioie mi ricordo innanzitutto la doppietta realizzata in A con la Reggina contro il Parma, la cui porta era difesa da un certo Buffon, poi la vittoria del campionato con la Samp contro il Cagliari, con relativi festeggiamenti, c’era tutto lo stadio in campo. Sicuramente ricordo con grande piacere anche il goal salvezza realizzato a Vicenza, anche se è rimasto un po’ di delusione per come una squadra abituata a vincere si era complicata la vita. Sicuramente il rammarico più grande si riferisce ai due fallimenti subiti in carriera, non era facile ripartire da zero, considerando anche i 3 anni di contratto siglati a Napoli e i 2 a Perugia”.
Un saluto ai sempre più numerosi lettori di sampdorianews.net e all’intero pubblico blucerchiato
“Sono fiorentino di nascita, ma la Sampdoria è la mia seconda squadra, non ci credevo quando mi resi conto di poterci andare a giocare, mi è rimasta nel cuore. Ho anche avuto la possibilità di conoscere grandi persone come Marotta, Marino e Aiazzone, si fatica a dimenticarle. Ringrazierò sempre i tifosi per il calore, sono molto legato a loro, alla Samp ho vissuto 2 anni fantastici, la gente mi voleva bene e me lo dimostra ancora oggi, i tifosi, a Milano contro l’Inter per la Coppa Italia, mi riconoscevano nel piazzale di San Siro e mi salutavano con affetto. Quando posso vado sempre a vedere la Samp, è successo anche l’anno passato, quando la squadra vinse a Milano contro il Milan. Auguro ai tifosi doriani le più grandi soddisfazioni, una parte del mio cuore resterà per sempre blucerchiata”.
Si ringrazia l'ufficio stampa del Lecco Calcio per la disponibilità mostrata nei confronti della nostra testata.
