Pieri onnipresente, Castellazzi salvatore nel finale
LECCE
Benussi 6: non ha responsabilità sul tris doriano. Reattivo su Franceschini.
Schiavi 5: Dondarini lo grazia per un gratuito fallaccio, meritevole dell’espulsione diretta ai danni di Cassano, pochi minuti dopo il raddoppio doriano. Nel finale sfiora il clamoroso 2-2.
Fabiano 5.5: non impeccabile sul vantaggio doriano.
Esposito 5.5: Pazzini è un brutto cliente e non riesce a renderlo innocuo.
(46’ Konan 6.5: vivacizza il gioco giallorosso, viene ingiustamente ammonito per simulazione)
Ariatti 5.5: si sa che Padalino non è il massimo in fase di copertura, ma l’ex viola non riesce a sfondare. Ad inizio gara rischia di regalare il vantaggio a Cassano. (80’ Giuliatto ng)
Angelo 5.5: tra i più attivi in fase offensiva, ma ha responsabilità su tutti i goal doriani, visto che Pieri ci ha sempre messo lo zampino.
Giacomazzi 4: non si può lasciare la squadra in 10 nel momento migliore.
Vives 4.5: regala il 2-0 con un imbarazzante fallo di mano. È eccessivamente falloso, confuso. Salterà per squalifica il prossimo match.
Caserta 7: non molla mai. Realizza il penalty, sfiora il goal su azione in più circostanze, fa tremare la traversa su punizione. Meriterebbe una squadra più competitiva.
Tiribocchi ng: un infortunio lo toglie ben presto dalla sfida.
(20’ Papadopoulos 6.5: si procura con astuzia e bravura il penalty, riesce a far salire la squadra e ad aprire ripetutamente il gioco).
Castillo 5.5: avulso dal gioco nei primi 45’, si sveglia nella ripresa, chiede un rigore, si vede negare la gioia del goal da Accardi sulla linea di porta.
All. De Canio 6: ha provato a raddrizzare un match che sembrava ormai inesorabilmente perso. Il goal a freddo, le lacune difensive e l’ingenua espulsione di Giacomazzi hanno condizionato l’andamento della gara, ma i cambi effettuati a partita in corso si sono rivelati azzeccati.
SAMPDORIA
Castellazzi 7: salva il risultato su Schiavi con un gran intervento.
Accardi 5.5: salva sulla linea il colpo di testa di Castillo, ma si fa saltare con eccessiva facilità da Papadopoulos in occasione del rigore, avrebbe potuto e dovuto affidarsi all’esperienza e alla razionalità.
Gastaldello 5: primo tempo di ordinaria amministrazione, ripresa in perenne difficoltà.
Lucchini 6: il meno peggio del trio difensivo.
(75' Ferri 6: dà il suo contributo a non far cedere il fortino finale).
Pieri 7: risulta decisivo in tutte le marcature, mostrando un rendimento in crescendo rispetto alle opache prestazioni di inizio campionato. È ritornato lo stantuffo della scorsa stagione.
Franceschini 5.5: preciso nel primo tempo, spazzato via dalla furia giallorossa nella ripresa.
Palombo 6: riesce a far ripartire bene la manovra finchè la squadra non abbassa il baricentro. Quando il Lecce prende il sopravvento, anche lui fatica a fare gioco.
Sammarco 6: pronti via, regala una palla d’oro a Cassano che sciupa calciando addosso a Benussi. Si dedica al lavoro sporco alternando cose buone a palloni persi banalmente.
Padalino 5.5: riesce a contenere senza problemi Ariatti, mentre è ingenuo al 67’ quando un intervento scomposto e in ritardo in area ai danni di Konan ha rischiato di riportare il Lecce in parità. Anche con la Roma ha compiuto un intervento simile, deve imparare a contenersi.
(69’ Ziegler 6: si limita a contenere le iniziative di Konan)
Pazzini 6.5: un goal di bella fattura da cecchino d’area di rigore. Per 45’ riesce a far salire costantemente la squadra giocando di sponda, poi non ha più rifornimenti e finisce per soffrire di solitudine là davanti.
Cassano 7.5: il migliore in campo. Si mangia subito un goal facile facile, non è da lui, il match sembra non partire nel migliore dei modi, ma è solo un’apparenza. Nel primo tempo è immarcabile, subisce falli di ogni genere, realizza con freddezza il rigore del 2-0. Quando la squadra va in apnea nella ripresa, sembra uscire dal gioco, non ha più rifornimenti e si isola, ma poi un suo guizzo costringe l’ingenuo Giacomazzi al secondo giallo. Nel finale chiude la gara ancora dal dischetto. (89’ Marilungo ng)
All. Mazzarri 6.5: in vista della prossima trasferta a Catania e soprattutto del ritorno di Coppa Italia, deve lavorare sulla testa della squadra che mantiene il vizio di sentirsi vittoriosa una volta passata in vantaggio. Se si va in difficoltà contro un Napoli in piena emergenza che non vince da gennaio e con un Lecce con un piede in B, bisogna tenere altissima la concentrazione a San Siro. E' vero ci si andrà con 3 goal di vantaggio, ma l’Inter è pazza, nel bene e nel male.
