ESCLUSIVA SN-RADIO 103 - Rossini: "Palombo è un mio amico, so che lui da Genova non vuole andare via per nessun motivo" (AUDIO)
Nell'ultima puntata di Sampdoria sempre con te, il programma radiofonico di Sampdorianews.net in onda su Radio 103 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 19.30 alle 20.30 (scriveteci via sms al 338-1010360 o via email a samp@radio103.it o contattateci su facebook), è intervenuto l'ex attaccante di Sampdoria e Livorno, Fausto Rossini, il quale venerdì scorso era in tribuna per assistere all'incontro di campionato tra i blucerchiati e i toscani. Nel pomeriggio era stato premiato per aver realizzato il gol numero 2000 della Sampdoria proprio in un match contro il Livorno.
Che idea ti sei fatto dell'incontro tra Samp e Livorno?: “Non è stata proprio una bellissima partita. Arrivati ad un certo punto però ho pensato che per la Samp fosse ormai fatta. Aveva appena colpito un incrocio dei pali e sfiorato il 2-0 senza rischiare praticamente nulla. Poi su una punizione...Ero a fianco di un mio amico che mi ha detto: “Per fortuna non c'è più Diamanti...”. Io però ho giocato con Paulinho. Tira veramente bene le punizioni e difatti...”.
La partita ha ricalcato un copione visto e rivisto. Una squadra che attacca, spreca e poi subisce il gol del pareggio al primo tiro in porta: “Molto spesso le partite vengono sbloccate dal singolo e così è successo venerdì, perché alla fine ha avuto molte più occasioni la Sampdoria”.
A dir la verità, però, nel primo tempo il Livorno ha collezionato molte palle gol. Poi la Samp è uscita alla distanza, disputando una buona ripresa: “Si, qualcosina. Però occasioni nette non ne ho viste. L'unica occasione vera è stata quella di Pozzi, a tu per tu con il portiere”.
Hai citato Pozzi. E' un giocatore al centro delle voci di mercato. Si è parlato anche di una possibile cessione a gennaio. Ancora venerdì scorso, però, Pozzi ha dimostato di essere l'unico giocatore del reparto avanzato blucerchiato in grado di fornire ampie garanzie in termini di gol: “Sicuramente Pozzi è uno che fa gol. E anche se non fa gol, e lo dico perché mi rivedo in lui, ci mette l'anima sempre e comunque. E' importante avere in squadra un giocatore che corre, dà una mano alla squadra e, anche se non segna, crea comunque scompiglio e fa fare gol ai compagni”.
La Sampdoria quest'anno sta facendo molta fatica. Secondo te perché?: “A metà campo e davanti la Samp è una squadra da A, dietro un po' meno, a parte il portiere”.
Dunque l'acquisto di Berardi non ti è piaciuto?: “Probabilmente per la B va bene, però mi dà sicurezza solo il portiere. Basta”.
Venerdì anche Castellini ha fatto dei disastri sulla fascia sinistra: “Con Paolo abbiamo giocato insieme in Nazionale. Il vero Castellini non è quello della Samp. Dal primo errore è stata una contestazione unica. Se un giocatore non è forte psicologicamente, ti distrugge sentire Marassi che ti fischia dal primo all'ultimo minuto”.
Può essere che alcuni giocatori non reggano la pressione di Marassi? Poniamo il classico esempio del Cittadella, dove molti giocatori hanno fatto benissimo, per poi perdersi negli anni successivi: “Ne parlavo proprio pochi giorni fa. Ardemagni a Cittadella ha fatto non so quanti gol. Poi è venuto all'Atalanta, poi a Padova e da altre parti, ma non ha mai reso. Piovaccari ha fatto benissimo, ma quest'anno niente. Lo stesso vale per Meggiorini. L'anno scorso ho giocato a Como e c'era Robert Maah. Giocava poco in Prima Divisione e ora sta facendo benissimo in B”.
Lo stesso Foscarini, ai nostri microfoni, ha detto che un attaccante nel Cittadella può giocare serenamente, sapendo che può sbagliare anche alcune partite consecutivamente senza perdere la fiducia del mister: “In una piazza come Cittadella puoi farlo, perché non ha bisogno di risultati immediati. Alla Samp è diverso, bisogna vincere subito”.
Contro il Livorno si è visto un vuoto preoccupante tra centrocampo e attacco. Eder potrebbe essere utile in questo senso, perché è il classico giocatore che viene a prendersi la palla a centrocampo: “Non avendoci mai giocato insieme non lo conosco molto bene. A Brescia però non ho visto granché. Sono un po' annate, basta guardare Piovaccari e Bertani. Guardiamo anche Angelo (Palombo, ndr), che è un mio amico. Venerdì guardavo la partita e ho pensato: “Ma dov'è Angelo?”. E non ho capito neanche perché ha giocato a destra”.
Per non togliere Obiang dal centro: “Si, in effetti in questo momento la Samp non può prescindere da Obiang”.
Secondo te perchè Palombo sta facendo così fatica?: “Credo sia un problema fisico. Lui la testa ce l'ha sempre avuta. So che lui da Genova non vuole andare via per nessun motivo. Per questo deve essere un problema fisico, Angelo probabilmente non è al 100%, perché questo non è il Palombo che è stato convocato in Nazionale”.
Che idea ti sei fatto di Foggia. Avrebbe dovuto rappresentare l'uomo in più, ora invece è finito addirittura in panchina: “Non vivendo all'interno del gruppo non so quali siano i problemi. A Livorno per alcune partite fece panchina anche Diamanti. Poi tornò in campo e fece subito la differenza. Probabilmente mister Iachini lascia Foggia in panchina perché in questo momento è poco concentrato. Perché le qualità di Foggia non si discutono”.
Chiudiamo con due curiosità. Con un tuo gol hai regalato la salvezza al Catania al suo primo anno di serie A. Sei più tornato a Catania? Come ti hanno accolto?: “Tornai a Catania l'anno successivo con la maglia del Livorno. Fu uno dei giorni più emozionanti della mia carriera. Quando entrai allo stadio tutto il pubblico si alzò in piedi per applaudirmi”.
Il tuo gol di tacco contro il Frosinone con la maglia del Livorno è uno di quei gol che segnano in positivo la carriera di un giocatore: “Si sono quei gol che ti metti davanti alla televisione e dici: “Quando c'è Gol Deejay?”. Rimasi secondo in classifica per alcune settimane. Purtroppo in testa alla classifica c'era un certo Ibrahimovic che aveva segnato anche lui un gol di tacco. Però fu molto bello, una grande soddisfazione”.
