Sol Levante-Genova andata e ritorno. Auguri a Yanagisawa
L'asse Giappone-Italia difficilmente ha portato un astro nascente del Sol Levante ad affermarsi nel nostro campionato; Nanami, Miura, Oguro, Ogasawara, sono soltanto alcuni dei calciatori asiatici approdati nel Bel Paese tra riflettori puntati e curiosità, salvo poi preparare i bagagli verso nuovi lidi a pochi mesi di distanza dal loro arrivo. Nemmeno la Samp si sottrae alla girandola di trattative che si rivelarono discretamente redditizie sotto il profilo del ritorno di immagine, ma assai poco proficue a livello sportivo. Il blucerchiato dagli occhi a mandorla transitato a Genova nella stagione 2003/2004 è Atsushi Yanagisawa.
Yanagisawa si presentò in conferenza stampa a digiuno d'italiano, con l'aria un po'spaesata e tanta voglia di emergere per dimostrare il suo valore a contatto con un campionato dal tasso di difficoltà maggiore rispetto alla J-League. Il suo biglietto da visita era rappresentato da 71 reti segnate in 178 presenze tra le fila del Kashima Antlers nell'arco di sette stagioni, nel corso delle quali il suo destino si era incrociato con quello dello storico ex blucerchiato Toninho Cerezo, che fu alla guida del club giapponese dal 2000 al 2005.
In realtà, Yanagisawa ebbe sì poche possibilità per mettersi in luce (18 presenze), ma nelle sue apparizioni in campo non riuscì ad essere incisivo, dando l'impressione di essere dinamico, ma spaesato e non supportato al meglio dal fisico leggero. Considerato da Novellino più un'ala offensiva che un attaccante puro, disputò prevalentemente spezzoni di gara e, alla scadenza del prestito, il giapponese fece ritorno in patria. La lontananza dall'Italia, tuttavia, durò soltanto pochi mesi, poiché il Messina decise di offrirgli una seconda possibilità. Il tecnico Mutti lo schierò nel ruolo da lui prediletto, la seconda punta, ma sostanzialmente il copione non cambiò: Yanagisawa andò in goal soltanto contro l'Acireale in Coppa Italia (sua prima e unica rete ufficiale in Italia).
Rientrato nella squadra che gli diede la fama, vi rimase sino al 2008, per poi proseguire la carriera nel Kyoto Sanga, in cui riprende confidenza con il goal, e dal 2011 nel Vegalta Sendai.
Non si può certo dire che Yanagisawa abbia lasciato il segno nella storia della Samp, ma sicuramente è una delle "delusioni" di mercato risultate più simpatiche ai tifosi. Un ragazzo sempre sorridente dai capelli ossigenati che forse, come disse Mutti, non era abbastanza smaliziato per il campionato italiano, ma ebbe il coraggio di tentare l'avventura in quella Genova racchiusa tra mare e monti che gli ricordava Toyama.
