Palombo si guadagna la pagnotta, Delvecchio sugli scudi

Palombo si guadagna la pagnotta, Delvecchio sugli scudiTUTTOmercatoWEB.com
domenica 25 gennaio 2009, 23:38Il Pagellone
di Diego Anelli

INTER

Julio Cesar 6.5: decisivo su Dessena al 95’ e reattivo due volte in uscita.

Maicon 7.5: un treno sempre puntuale alla partenza, sempre devastante quando arriva a destinazione.

Chivu 6.5: si riprende dopo la debacle di Bergamo (83’ Maxwell ng)

Samuel 6: prestazione diligente. Nell’intervallo è costretto a chiedere il cambio per un guaio all’inguine.

(46’ Cordoba 5.5: soffre il dinamismo di Pazzini, all’80’ viene graziato per un rigore solare sull’ex viola).

Santon 6.5: se non si monterà la testa, il ragazzo avrà un futuro assai roseo.

Stankovic 7: mette lo zampino in ogni azione offensiva, ci prova più volte da fuori, colpendo anche una traversa nel corso della ripresa. Giocatore ritrovato.

Muntari 5.5: lotta come un leone nel cuore del centrocampo, ma con poco costrutto.

J. Zanetti 6: umile e sempre dedito al sacrificio.

Cambiasso 5.5: non vive una delle sue migliori serate.

Adriano 6.5: si rivela il match-winner, gioca al servizio della squadra con una foga che non riesce a controllare. Al 39’ la sua gara avrebbe dovuto già terminare per il cazzotto rifilato a Gastaldello.

Mancini 5.5: gioca da seconda punta, trovando spunti soltanto a sprazzi (77’ Figo)

All. Mourinho 5: senza il suo uomo migliore, Ibrahimovic, la squadra palesa tutti i limiti di gioco e personalità. Con questa Inter, le rivali hanno motivi per giocarsela alla pari per lo scudetto.


SAMPDORIA

Castellazzi 6: si fa trovare pronto ogni qual volta viene chiamato in causa.

Raggi 5.5: parte molto bene, poi subisce una violenta testata in uno scontro aereo con Adriano e perde l’orientamento. Si fa bruciare in occasione del vantaggio. Nella ripresa è costretto a gettare la spugna per un probabile stiramento.

(59’ Ziegler 6: Mazzarri gli chiede spinta sulla sinistra, lui ci prova, riuscendo talvolta nell’intento).

Palombo 6.5: si guadagna ampiamente la pagnotta al centro della difesa.

Gastaldello 6: finchè resta in campo, si comporta egregiamente.

(49’ Padalino 6.5: entra subito in partita, dando vivacità e nuove opportunità tattiche alla squadra. È suo il cross in occasione del rigore non concesso per atterramento ai danni di Pazzini).

Stankevicius 6.5: da esterno si limita al compitino, da difensore sale in cattedra, giocando spesso e volentieri d’anticipo e provando subito a far ripartire l’azione.

D. Franceschini 6: butta via pochi palloni, cercando di ragionare e facendo girare la palla con precisione. Spesso aiuta in copertura Pieri quando avanza Maicon, non lo fa però in occasione del vantaggio.

Sammarco 6: ogni tanto perde qualche palla troppo banalmente, ma si danna l’anima e non gli si può rimproverare nulla. Certamente resta l’ombra del centrocampista ammirato nella passata stagione, dove però giocava in posizione più avanzata.

(64’ Bellucci 6: non ha praticamente palle giocabili, ma si sacrifica molto in fase d’impostazione. Appare fisicamente in ripresa).

Dessena 6: è lui a sfiorare il pari all’ultimo giro d’orologio. Alterna buone iniziative a palloni persi ingenuamente in zone pericolose del campo. Ringhia sugli avversari, ma può dare di più in termini di qualità.

Pieri 5.5: davanti ha Maicon, forse il miglior terzino destro al mondo, ed è naturale che soffra parecchio. Si limita alla fase difensiva. In occasione del goal, viene spazzato via dal brasiliano, ma ha la scusante di essere lasciato solo dai compagni nell’uno contro uno.

Delvecchio 6.5: la sua posizione arreca molto fastidio ai difensori interisti. Arretra, aggredisce gli spazi, serve a Pazzini una splendida palla al 63’. Una prestazione sugli scudi.

Pazzini 6.5: ogni palla che finisce tra i suoi piedi è sempre ben giocata. Ha tecnica, fisico e intelligenza tattica, da solo crea problemi alla difesa avversaria. Si sarebbe procurato anche un rigore, ma non è stato clamorosamente concesso.

All. Mazzarri 6: si mangia le mani per gli errori arbitrali e le occasioni non concretizzate, impreca per i nuovi infortuni e il pugno di mosche con il quale torna a Genova, ma almeno ha la consapevolezza di aver ritrovato la sua Sampdoria.