SPECIALE MERCATO: Inter, alla caccia di nuovi tituli
INTER
IL PUNTO SUL MERCATO: per la prima volta Moratti non ha fatto né follie, né acquisti di particolare rilievo. L’organico è eccezionale, la squadra ha vinto tutto, trionfando anche in Champions dove sembrava impossibile dopo tanti anni. La società si è limitata a riportare alla base il gioiellino Coutinho, a riscattare Biabany e ad aggiudicarsi a parametro zero Castellazzi come dodicesimo di Julio Cesar, in sostituzione di Toldo. L’anno scorso la faraonica cessione di Ibrahimovic aveva consentito gli arrivi di Eto’o, Snejider e Lucio, quest’anno si è deciso di fare cassa con Balotelli, il più giovane gioiello in rosa, ma gli introiti garantiti dal City e l’incasso Champions sono serviti per dare respiro al bilancio, intraprendendo il coerente cammino che porta verso il fair play finanziario. Ci si attendeva qualche colpo negli ultimi giorni di mercato, ma Mascherano è finito al Barcellona, Kuyt per ora è rimasto a Liverpool, Sculli è stato lasciato al Genoa. Vista la partenza di Super Mario (soltanto il tempo dirà se si tratta di un’operazione azzeccata), numericamente sarebbe forse servito un ulteriore rinforzo offensivo, ma a gennaio eventualmente ci sarebbe tempo e modo per intervenire.
VOTO MERCATO: 6.5 VOTO SQUADRA: 9.5
FORMAZIONE TIPO [4-2-3-1]: Julio Cesar; Maicon, Samuel, Lucio, Chivu; Cambiasso, J. Zanetti; Eto’o, Sneijder, Pandev; Milito.
IL COLPO: ad un certo punto Maicon sembrava già pronto con le valigie in mano verso il Real. Per fortuna dell’Inter il brasiliano è rimasto in neroazzurro: a prescindere da quanto si sarebbe incassato, in circolazione non pare esserci un sostituto al suo livello.
IL RISCHIO: l’abitudine a vincere negli ultimi cinque anni, la gestione della rosa e qualche alternativa in meno nel reparto difensivo potrebbero creare qualche problema in certe fasi dell’annata. A molti Mourinho poteva essere antipatico, ma i fatti gli hanno sempre dato ragione: aveva i fenomeni in campo, ma lui ha vinto dove in tanti avevano fallito, riuscendoci in passato anche con compagini non di primissimo livello, Porto in primis. Benitez è umanamente eccezionale, un tecnico esperto, capace, sempre disposto al dialogo, ma ripetere quanto ottenuto dal suo predecessore, saper gestire, difendere e stimolare un organico ricco di campioni è più facile riuscirci a parole, che con i fatti. In questo lo Special One non deve imparare da nessuno.
LA SORPRESA: Coutinho è ancora un ragazzo, ma ha numeri da far innamorare chiunque. Se l’ambiente e il tecnico non lo bruceranno, ne sentiremo parlare a lungo. Occhio a Santon: potrebbe essere lui il vecchio volto nuovo, fisico permettendo.
DOVE PUO’ ARRIVARE: quest’organico ha dimostrato di poter vincere ovunque e comunque. Tutto dipenderà dai protagonisti in campo e dalla nuova guida tecnica e questa volta la concorrenza sarà più agguerrita. Oltre alla Roma, bisognerà fare i conti almeno con il Milan.
