SPECIALE MERCATO: Fiorentina, obiettivo Europa
FIORENTINA
IL PUNTO SUL MERCATO: il mercato viola è andato in direzione opposta rispetto alle precedenti sessioni, ma le cause sono sotto gli occhi di tutti. La mancata qualificazione europea, la crisi generale vissuta dal mondo del calcio e i notevoli investimenti effettuati in passato hanno portato ad un mercato privo di colpi sensazionali, ma caratterizzato da arrivi comunque interessanti. Boruc è un ottimo portiere, prelevato peraltro a basso costo, ma, avendo a disposizione un fior di numero 1 come Frey, era forse un’operazione non indispensabile, che rischia di creare eccessiva competizione in un ruolo delicato, o relegare al ruolo permanente di dodicesimo un estremo difensore abituato a scendere sempre in campo come Boruc. D’Agostino è reduce da una stagione deludente, frutto di acciacchi fisici e problematiche risalenti all’estate scorsa, ma può rappresentare l’uomo della svolta nella nuova stagione: nessuno discute sulle sue qualità tecniche, sulla visione del gioco e senso della posizione. Cerci può essere una valida alternativa ai centrocampisti offensivi da posizionare dietro la punta più avanzata, purchè garantisca continuità e ritorni fisicamente ai livelli raggiunti a Pisa. Al di là del mancato rinnovo di Gobbi, non si segnalano partenze di rilievo: Frey, Vargas, Jovetic e Gilardino sono rimasti a Firenze.
VOTO MERCATO: 6.5; VOTO SQUADRA: 8
FORMAZIONE TIPO [4-2-3-1]: S. Frey; De Silvestri, Gamberini, Natali, Pasqual; C. Zanetti, Montolivo; Vargas, D’AGOSTINO, Marchionni; Gilardino. All. MIHAJLOVIC.
IL COLPO: D’Agostino non ha bisogno di presentazioni e potrebbe rivelarsi assai utile anche al fianco dell’incontrista di turno nel caso in cui Montolivo avesse pause di rendimento.
IL RISCHIO: l’ambientamento di Mihajlovic con la piazza fiorentina, l’obbligo di riscattare una stagione deludente, almeno in campionato, il gravissimo infortunio subito da Jovetic con il problema di un’adeguata sostituzione, l’incognita Mutu, la questione contrattuale di Montolivo e le attese attorno al talento Ljajic. Sostituire alla grande l’allenatore e l’uomo Prandelli sarà una responsabilità non da poco.
LA SORPRESA: del giovane Ljajic si dice un gran bene. La carta d’identità e le sue doti tecniche giocano a suo favore: non bisognerà caricarlo di eccessive responsabilità, ma farlo giocare nella giusta posizione, puntare su di lui con continuità, ma senza considerarlo a priori l’uomo della provvidenza.
DOVE PUO’ ARRIVARE: l’Europa League è un obiettivo sicuramente alla portata. La qualificazione in Champions League invece sarà un traguardo prefissato da almeno 6 compagini, alcune delle quali sembrano essersi mosse sul mercato in modo più completo dei viola.
