Toh, hanno scoperto Cassano...

Toh, hanno scoperto Cassano...TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 9 settembre 2010, 09:00News Doria
di Giuseppe Viscardi
Giuseppe Viscardi è Sampdoriano da sempre. Tanta radio: da diversi anni è nella redazione sportiva di Radio Nostalgia, dove conduce la trasmissione piemontese dedicata al Torino. Nuovo opinionista di Sampdorianews.net.

Il calcio, dice qualcuno, fa parlare e tacere. A volte fa scrivere e fa inghiottire penna e tastiera. Sarei curioso di scambiare quattro chiacchiere con quei soloni che “Lippi fa bene a non portarlo”, “Meglio puntare su un gruppo solido”, “Giusto fare affidamento su chi si è conquistato la qualificazione sul campo”, “Può essere pericoloso turbare gli equilibri”, e via blaterando. Su Cassano, naturalmente, il miglior talento calcistico nostrano del momento, checché si possa pensare del suo carattere.

Il bello è che adesso tutti scoprono quanto sia bravo, uomo squadra, trascinatore, leader, campione, alzi la cifra tecnica, sia maturato, eccetera. Ma come? Fino a ieri era immaturo, incompleto, Peter Pan, spaccaspogliatoio, e oggi – dato che ha fatto due gol, altri ne ha fatti fare e ha deliziato la platea – Fantantonio è diventato indispensabile?

Bizzarro, no? Eppure noi, che dal 2007 abbiamo la possibilità di vederlo con indosso la maglia più bella del mondo, è da allora che lo sappiamo. Da quando si stirò per correre dietro un pallone inutile, in un’amichevole estiva. Da quando, e non erano passati che pochi giorni, il suo esordio negli ultimi minuti di un derby fu accompagnato da un’autentica ovazione della sua gente e dagli occhi terrorizzati dell’altra sponda. Da quando, in tre anni, e non da solo – perché assieme a lui continuano a fiorire grandi giocatori - ha contribuito a fare della Sampdoria una squadra da Champions League.

Non ci sarebbe voluto molto a capirlo. Quando ce l’hai, uno come Cassano te lo devi portare dietro. I Mondiali li vinci con Oriali e Marini, con Gattuso e Materazzi, ma senza Rossi e Conti, Totti e Del Piero, strada non ne fai. D’altra parte, il destino dei grandi talenti è sempre stato quello di far discutere: basti pensare al rapporto con la Nazionale di gente come Mario Corso o – più di recente – del Mancio o di Del Piero. Ma stavolta siamo preparati: oggi – spezzate le reni ad Estonia ed Isole Faer Oer – siamo sull’altare. Non ci meraviglieremmo se presto gli osanna tornassero a tramutarsi in malignità.

Cassano non ha bisogno di consigli: il ragazzo è cresciuto, e presto diventerà papà, una notizia che – come è giusto che sia – lo ha evidentemente galvanizzato. Se domani, di fronte a qualche partita in azzurro anche solo “normale”, qualcuno dovesse tirare fuori dall’armadio, assieme al guardaroba invernale e con lo stesso odore di naftalina, il cappottino fuori moda dell’eterno ragazzo mai decisivo, basterà una scrollata di spalle. E un’occhiata alla gente blucerchiata, che lo ama a prescindere e senza condizioni.