Noi lo sapevamo
Ora, anche gli Italiani lo sanno, specie quelli che seguono il calcio giocato e detestano le chiacchiere con le false idolatrie, di Cassano non ce ne sono due, ma solamente uno, quello che noi tifosi sampdoriani conosciamo bene e a cui siamo legatissimi, per noi è solamente Fantantonio, unico e inimitabile.
Sfiora quasi il ridicolo, in pochi giorni dal “non può fare la differenza” o all'odiato “mai decisivo nelle occasioni importanti”, siamo passati al “trascinatore”, “leader indiscusso”, insomma mai più senza, come diceva la Gialappa's. Che scoperta. Mentre si rallegrano sulla sua sorprendente maturazione, sul suo genio ancora inespresso a livello nazionale, e non certo per colpa sua, a noi viene lecito domandarci se tutti questi esperti che hanno cambiato così velocemente parere, hanno finalmente attinto alla fonte della saggezza, o altrimenti dove fossero in questi ultimi tre anni, mentre Genova blucerchiata si deliziava della sua presenza.
Lo dicevamo da tempo che sarebbe bastato dargli fiducia, creargli attorno un ambiente di stima e poi lasciarlo fare e lui avrebbe zittito tutti, anche i suoi detrattori più recalcitranti. Qui sta il mio piccolo cruccio, se sia vera stima quella che, altrettanto repentinamente, solo ora traspare nelle dichiarazioni degli addetti ai lavori, o è solo una sorridente facciata, dal momento che il nuovo ct Prandelli, delineando la nuova Nazionale, ha espresso idee ben diverse dal suo predecessore.
Nonostante lo abbiano inizialmente definito un “populista”, il nuovo Ct ha l'arduo compito di rinnovare l'entusiasmo intorno a questo gruppo, ma, essendo uomo di calcio, intelligente e navigato, ha avuto modo di vedere i singoli giocatori con meno pregiudizi rispetto alla maglia di appartenenza, convocando coloro che, da tempo, stanno dimostrando con i fatti di meritarselo. Le intenzioni sembrerebbero buone, a parte il Capitano ed il Pazzo, che facevano parte del gruppo già ai Mondiali, anche le convocazioni di Gasta e Stefano sembrerebbero andare nella direzione del merito; sarà da vedere se sarà davvero così, o se si ripresenteranno le solite gerarchie.
Finita la pausa, torna il campionato con i suoi assilli in chiave mediatica. Ero stata ottimista nell'intravedere un po' di quiete con la chiusura del calciomercato. Il giorno successivo è stato come il precedente, però ora a fare tendenza sono le anticipazioni per la sessione di gennaio. E' un po' come quando continuano simpaticamente a riempirci il bicchiere, e a nulla serve ribadire che non si vuole più bere, loro ci sorridono e continuano a versare.
Difficile sfuggire a questa situazione, non ci ascoltano neppure, tutti presi a riempire di notizie le prime pagine di giornali destinati ad altre piazze, dove si sogna che i decantati scoop diventino realtà. Non si tratta solamente di sciorinare notizie tanto per riempire le testate, ma spesso si intravede una vera e propria strategia dietro queste pubblicazioni. Sembra non importare a nessuno che noi le riteniamo fastidiose e destabilizzanti, specie quando la prossima partita ci vede proprio contro coloro che i media stessi indicano come i nostri primi potenziali “saccheggiatori”.
Non sarà solo il futuro in contrapposizione, già è lo stesso presente ad emozionare. Caro Beppe, otto anni di dirigenza e di grande stima da parte nostra non si scordano facilmente, ed è ragionevole pensare che ci sarà emozione da ambo le parti, ma finirà però, come è giusto che sia, con il fischio di inizio della partita.
Sarà sicuramente dura, le motivazioni in ballo sono molteplici e diverse. Una Juventus che sente l'obbligo di convincere con i risultatim una piazza troppo ben abituata ed un allenatore che ci conosce troppo bene a cui dovremo necessariamente confondere le idee. Scordiamoci i giornali e concentriamoci sulla realtà, fino a gennaio è quella che conta.
