Resistere si può
Sarebbe riduttivo parlare della nostra amata Samp limitandoci a commentare la sua buona prestazione nella prima giornata di campionato contro la Lazio. Non si è trattato solo di buon calcio, ma di una prova corale di reazione alla sorte avversa di pochi giorni prima.
Si era in difficoltà all'inizio, dagli spalti lo avevamo capito, e l'incitamento è aumentato ancora, e questi ragazzi, ancora provati emotivamente e fisicamente, hanno avuto la reazione sperata. Una vittoria meritata ed importante, giocatori “riacquistati” come Gube o Luciano, o sorprendentemente ritrovati come Dessena, la cui grinta e cuore erano già noti, ma nell'era “mazzarriana” non sembravano sufficienti ad un suo impiego più continuativo.
A casa dopo lo stadio, di ottimo umore nonostante la solita gola arrossata e le gambe ancora anchilosate dai quei seggiolini miniaturizzati, dalla tv mi arriva il solito messaggio subliminale che, a seconda delle interpretazioni, ha il valore del ben conosciuto allarme rosso. Due giorni alla chiusura del calcio mercato, 48 ore ancora di ansia.
E qualcosa è veramente successo, qualcosa di importante. Alle ore 19 del 31 agosto, al gong di chiusura delle trattative, la Sampdoria era ancora integra in tutti i suoi elementi, tranne il buon Stanke, nuovamente richiesto in terra spagnola. Dopo due mesi di accostamenti a clubs di mezzo mondo, i nostri gioielli sono rimasti tutti nel capoluogo genovese a deliziarci con le loro giocate, e con un comunicato ad effetto, la stessa Società Sampdoria , con un giusto mix tra ironia e ragionevole orgoglio, ha rimarcato quello che coerentemente aveva sempre detto: l'intenzione ferma di non trasformarsi in un supermercato, scelta che andava sostanzialmente contro il volere di tutti, ma solo i media avevano fatto finta di non cogliere.
Una scelta sicuramente onerosa, forse non tutti capiranno quanto, ma sicuramente coerente e un po' in controtendenza, perché è reale e non di facciata. Coerenza è un temine che sta sparendo dal vocabolario, non solo dal calcio, ma anche dalla politica o dalla vita reale. Questa sessione estiva ci ha mostrato di tutto. Ci sono presidenti che predicano fairplay finanziario, poi acquistano a tutto spiano e parcheggiano in altre società compiacenti, loro sì che diventano veri supermercati. Ce se sono altri che fingono moderazione, poi acquistano in poche ore, e a prezzi incomprensibili, dei pezzi da “novanta”, più per aumentare il loro già grande carisma personale che per vera passione, e ci sono pure le banche, in grado di erogare milioni di euro nel giro di due ore. Chissà che garanzie avranno richiesto, visto che il calcio è diverso dalla matematica, ma questo non può che renderci ottimisti se, da comuni cittadini, avremo bisogno di un prestito cospicuo.
La coerenza e le motivazioni della strategia perseguita dalla nostra Società, sono apparse ancora più chiare nella conferenza stampa voluta dal ds Gasparin; dalle sue parole è emerso che si fatica a tener testa a questo calcio moderno dalle molteplici esigenze che vorrebbe tutti i suoi protagonisti sempre con le valigie in mano, ma resistere si può, a meno di offerte irrinunciabili, e credo siamo tutti d'accordo che per l'essere impegnati in tre diverse competizioni e volerle onorare al massimo, perché questo è anche il desiderio della dirigenza, un organico di qualità e non numericamente ristretto sarà necessario, questo per non doverci nuovamente misurare con la sindrome della coperta “corta”.
Ovviamente, anche in questo caso, ognuno avrà le sue personali opinioni; ci sarà sicuramente chi, pur apprezzando la trasparenza dimostrata fin qui, non riesca a godersi appieno la soddisfazione di questo momento, contagiato dai rumori mediatici intorno, ma, dopo l'amarezza della scorsa settimana, finalmente ora si intravede un po' di tranquillità, ed insieme alla sosta forzata per gli impegni della Nazionale, quella finalmente del nuovo corso, con ben quattro convocati blucerchiati, potremo tirare il fiato e guardare con più positività al nostro immediato futuro, che sia sempre più blu..cerchiato di blu, ce lo meritiamo.
