La Remontada della Sampdoria e la leggenda di Joaquin Peirò
Inter-Liverpool, anno 1965. Una partita calda questa, anzi caldissima. Una semifinale di Coppa dei Campioni tra due corazzate quale l'Inter di Herrera e il Liverpool di Shankly.
Un pezzo di storia del calcio, un calcio che non tornerà mai più, un calcio antico fatto di valori veri e genuinità, un calcio che affonda la propria forza soltanto nella passione della gente, con il pallone ancora bianco e nero, con le curve ancora chiamate popolari e i fotografi in giacca e cravatta seduti sul prato a un metro dalla linea dell'out.
Così era la sera del 12 maggio 1965 allo stadio Meazza di Milano, un Meazza stracolmo di persone venute a tifare per la propria Inter nonostante il risultato dell'andata a Liverpool fosse assai pesante: 3-1 per gli inglesi.
L'Inter di Herrera si presentò con la seguente formazione: Sarti, Burnich, Facchetti, Bedin, Guarnieri, Picchi, Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso.
Pronti via, l'arbitro spagnolo Ortiz de Mendebille ha appena dato il via alle ostilità e l'Inter passa subito in vantaggio con Corso, il quale calcia un classico tiro "a foglia morta", che si insacca alle spalle del portierone del Liverpool, Lawrence. E' uno a zero. Il pubblico interista entusiasta, la squadra di Herrera capisce che l'impresa non è impossibile e torna alla carica.
Passano pochi minuti. Il portiere inglese si trova per le mani una palla che sta per calciare verso il centrocampo. A quel punto succede una cosa mai vista fino ad allora in un campo di calcio. Mazzola la descrisse così: "Quel momento non potrei mai dimenticarlo, ho scordato alcuni particolari, ad esempio non avrei mai detto di essere stato io ad aver lanciato l'azione, ma quel che fece Peirò lo ricordo benissimo, anche perchè non era un'azione abituale per lui". Peirò, leggendario attaccante dell'Inter, arrivò da dietro al portiere che stava ancora per calciare. Si mise con una contorsione del busto in mezzo tra la palla e il portiere, intercettò la palla col sinistro, e insaccò con un piatto di destro a porta vuota.
Due a zero. Inglesi furiosi con l'arbitro mentre Peirò corre sotto la propria curva ad esultare come un matto, seguito da tutta l'Inter. Ci pensò Facchetti nel secondo tempo a chiudere i conti, segnando addirittura il 3 a 0 che diede il colpo di grazia agli inglesi.
Un'episodio questo che rimane nei cuori di tutto il popolo interista, soprattutto tra i più anziani, come uno dei momenti più alti della storia neroazzurra, e di conseguenza come una delle pagine più gloriose del calcio italiano. Ora la Sampdoria è nelle condizioni di poter compiere un'impresa del genere una nuova volta, in modo da lasciare scritta una pagina importante nell'almanacco del calcio italiano e di conseguenza nel proprio almanacco, una di quelle serate che a distanza di dieci, venti o trent'anni potranno essere raccontate con orgoglio dai tifosi blucerchiati ai propri figli.
Servirà una piccola grande Inter, una Sampdoria che lasci tutta sè stessa sul campo, una Sampdoria in poche parole leggendaria. E allora ALL'ATTACCO MARINAI, COPRITEVI DI GLORIA!
