Vogliamo 180 minuti da Leoni

Vogliamo 180 minuti da LeoniTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 16 agosto 2010, 08:16Una Regina sotto i Riflettori
di Diego Anelli

Chi in aereo speciale, chi in pullman viaggiando di notte, chi in auto private, chi su voli di linea, chi ha fatto code kilometriche per accaparrarsi il tanto agognato tagliando, chi invece ha passato una notte sotto l’acqua senza aggiudicarselo, chi a Brema non potrà esserci e la seguirà da casa.

Con o senza abbonamento, con o senza tessera del tifoso, chi nella Sud, chi nella Nord, chi nella gabbia, chi in trasferta e in casa, chi soltanto in casa, chi contento della campagna acquisti, chi invece mugugna, chi si abbona a prescindere da tutto e da tutti, chi gufa e attende pronto ad attaccare. Non conta più nulla, sono soltanto parole, prese di posizione, opinioni. Ora sono i fatti a fare la differenza.

Ci attendono 180’, che, nel bene o nel male, condizioneranno o esalteranno il seguito della stagione: il sogno tramutato in realtà chiamata Champions League, oppure la conferma Europa League; la speranza di vedere potenziata la squadra negli ultimi giorni oltre che mantenere i pezzi pregiati; la voglia di tornare nei grandi teatri europei.

Comunque vada la Sampdoria farà conoscere per l’ennesima volta la città di Genova in giro per l’Europa. Ai giocatori che scenderanno in campo e a chi sosterrà le casacche blucerchiate sono richiesti impegno, sforzi, dedizione, passione, attaccamento alla maglia e voglia di non mollare mai: la posta in palio è enorme, ci troviamo dinanzi alla possibilità di coronare una straordinaria cavalcata che ci ha visti protagonisti contro piazze più blasonate, oppure più pubblicizzate dai media.

Quella Sampdoria tanto snobbata, quanto causa di fastidi per tante altre concorrenti, si trova invece a giocarsi il tutto per tutto, una nuova pagina di storia verrà comunque scritta: il verdetto sancito sul campo deciderà se sarà il secondo capitolo di un sogno interrotto a Wembley 19 anni fa, oppure il prosieguo di un viaggio terminato due anni fa a Kharkiv. La voglia di riscatto di Curci, le sgroppate di Ziegler, l’orgoglio azzurro di Lucchini, la forma di Gastaldello, la duttilità di Stankevicius, gli spunti di Semioli, la leadership di Capitan Palombo, la classe di Poli, i traversoni di Mannini, il genio di Fantantonio, la fame di goal europei del Pazzo, la voglia di farsi conoscere nei massimi palcoscenici europei del mister Di Carlo, la determinazione di lasciare il segno dei vari Guberti, Tissone, Pozzi e Marilungo, l’ambizione del Presidente Garrone, la passione incontrata del pubblico doriano: dovranno essere queste le qualità da opporre al Werder Brema.

Siamo ben consapevoli della forza dell’avversario, abituato alle competizioni europee, dotato di vari nazionali tedeschi, tatticamente quadrato, fisicamente dotato e tecnicamente temibile: i bookmakers ci danno sfavoriti, ma spesso può risultare un vantaggio non partire con il favore dei pronostici. La doppia sfida va affrontata con il rispetto, ma non il timore dell’avversario, con la consapevolezza della propria forza, con l’obiettivo di sfornare prestazioni ai livelli della seconda parte della scorsa stagione.

Se vedremo quella Sampdoria, allora potremo giocarcela davvero alla pari, far male sportivamente parlando al Werder e gonfiare la rete nella tana tedesca, perché riuscire a realizzare almeno un goal in trasferta potrebbe risultare decisivo in ottica qualificazione. Se torneremo dalla Germania con un risultato positivo, o comunque ribaltabile, il “Ferraris”, come da consueto fortino, rappresenterà un nemico in più per Ozil & company.

L’importante è vivere la propria esistenza senza rimorsi, né rimpianti, dare tutto se stessi, lottare per i propri obiettivi, credere in quel che si sente e si prova, ascoltare i consigli altrui e andare avanti per la propria strada, facendosi trasportare dalla passione, dai sentimenti, dalla testa, dal cuore. Ora, più che mai, tutti dovranno remare nella stessa direzione, siamo tutti Sampdoriani, in campo ci saranno 11 uomini che lotteranno per i nostri sogni, i nostri desideri, i nostri traguardi.

Se fino alla tarda serata del 24 agosto, ognuno di noi avrà dato tutto, sugli spalti saremo con la gola a pezzi, in campo avranno la casacca sudata, al triplice fischio finale la Sampdoria uscirà dal campo a testa alta, a prescindere da tutto e da tutti. Prima di qualsiasi evento non ci si può fasciare la testa prima di essersela rotta, né fare voli pindarici rischiando di ritornare violentemente con i piedi per terra: va bene lasciare spazio ad ottimismo, prudenza e scaramanzia, elementi storicamente legati allo sport, ma ora non bisogna pensare a niente e nessuno.

Si deve soltanto andare sugli spalti e scendere in campo per il bene della Sampdoria, con la mente libera, sgombra, alla ricerca di quelle “Fantasie che volano libere”, da scovare e vivere tutti insieme, con tutti i Sampdoriani, ma innanzitutto con la Sampdoria che non sarà mai sola.