Werder Brema, conosciamo i nostri avversari

Werder Brema, conosciamo i nostri avversariTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 6 agosto 2010, 13:30Primo Piano
di Stefano Orengo

Werder Brema. Questo nome oggi è entrato di diritto nelle menti dei tifosi blucerchiati e ci rimarrà senza dubbio per molto tempo. Saranno loro l'ostacolo da superare per approdare ai tanto attesi gironi di Champions League: loro, cioè la squadra tedesca che si è piazzata l'anno scorso al terzo posto in Bundesliga.

Ma conosciamolo meglio il Werder Brema, per far sì che alla squadra vengano anche associati dei nomi, delle facce e dei trofei: innanzitutto, partendo dal nome della società. Se Brema, infatti, altro non è che la città di provenienza, quella dei tanto famosi quattro musicanti, “Werder” è, curiosità, una parola del dialetto tedesco che significa “penisola del fiume”, riferito alla posizione del campo dove giocavano i primi biancoverdi nel febbraio 1899.

Da allora, di tempo ne è passato moltissimo, più di 110 anni; anni che hanno fruttato alla formazione dello stato di Brema ben quattro “scudetti” e sei vittorie in DFB-Pokal, l'equivalente della nostra Coppa Italia, di cui l'ultima nel 2009. La più recente vittoria in Bundesliga risale invece al 2004, lo storico anno in cui il Werder fu capace di mettere a segno lo storico double campionato-coppa messo a segno solo da altre tre squadre nell'intera storia della Germania.



Dal punto di vista della storia europea del club, l'ex squadra dello juventino Diego vanta un successo nella Coppa delle Coppe 1992, in finale contro il Monaco – praticamente due settimane prima che la Sampdoria si giocasse la Coppa dei Campioni contro il Barcellona – e, solo due anni fa, una finale di Coppa UEFA persa dopo i tempi supplementari contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk, al termine di una cavalcata trionfale in cui aveva eliminato sia Inter che Milan. Tra le altre avventure europee, impossibile non segnalare anche la raggiunta semifinale, sempre di Coppa Uefa, contro l'Espanyol nel 2007.

In patria, il Werder Brema è considerato un vero e proprio top team, squadra capace di qualificarsi nelle prime tre posizioni (e quindi alla Champions League) per sei volte – di cui cinque consecutive - negli ultimi sette anni. Lo scorso campionato è stato per certi versi simile a quello della Sampdoria, con una prima parte caratterizzata dalla lotta costante nelle posizioni di vertice, seguita da una crisi profonda a cavallo tra i gironi di andata e ritorno. Il finale del 2009/10 poi, così come per i blucerchiati, è stato trionfale, fino al raggiungimento di questo playoff, reso un po' più amaro solo dalla sconfitta nella finale di DFB-Pokal contro il Bayern Monaco finalista di Champions League.

I biancoverdi sono senz'altro degli avversari temibili, che possono contare tra le loro fila giocatori del calibro di Mesut Özil, uno dei calciatori più chiacchierati dell'ultimo Mondiale in Sudafrica. Guai però a limitarsi ad identificare la squadra con lui, perché il Werder possiede tra le sue fila altri giocatori di altissimo livello, come il bomber peruviano Claudio Pizarro e i nazionali Mertesacker, Frings, il capitano, e soprattutto Marko Marin, una dei centrocampisti offensivi più talentuosi del calcio tedesco. Tra i nuovi arrivi di questa sessione di mercato si segnala anche il prestito di Marko Arnautovic, di proprietà del Twente ma l'anno scorso nella rosa dell'Inter.

I singoli però non sono tutto, perché ciò che ha portato ai risulati della compagine sono stati un calcio veloce e armonioso messo in pratica dall'allenatore Thomas Schaaf, bandiera vita natural durante del club, a Brema initerrottamente dal 1972, prima da calciatore – cresciuto nelle giovanili -, poi da allenatore. Alla guida della prima squadra dal 1999, Shaaf è atteso al suo dodicesimo anno sulla panchina biancoverde, sulla quale ha vinto un campionato tedesco, due coppe di Germania, una supercoppa e una coppa di Lega.