Cosi è.. se vi pare
Facciamocene una ragione, a meno di piacevoli imprevisti questa è la Samp che andrà ad affrontare i preliminari di Champions. Un' ottima squadra, i nostri gioielli blucerchiati e i giovani talentuosi tornati alla base. Mancano ancora due o tre tasselli nei ruoli scoperti, e qualcosa, forse, non è andato per il verso giusto, troppo tempo è scivolato via, inghiottito da interminabili trattative o contatti interrotti sul nascere, magari davanti a cifre spropositate, e quindi la strategia attendista sembrerebbe aver avuto la meglio sull'urgenza del momento.
Probabilmente anche io sono tra quelli che hanno capito male, si credeva che i rinforzi sarebbero arrivati prima delle due nevralgiche partite, proprio per poter assimilare le tecniche e i metodi di Mister Di Carlo ed amalgamarsi in modo ottimale alla squadra, ma in realtà sembra che tutto sia rimandato ad un dopo. Mancano ancora quindici giorni al fatidico momento, ed il condizionale è sempre d'obbligo, ma è un vero peccato arrivarci tra le polemiche e la delusione di coloro che speravano in meglio e ora considerano un vero azzardo presentarci con una rosa di fatto incompleta, con adattamenti nei ruoli scoperti.
Anche intorno il clima è un po' paradossale. Telenovele un po' ovunque, dei tira e molla infiniti, “si compra solo se si vende” sembra la linea percorribile anche da chi di denaro ne ha sempre versato a fiumi, ed ora si presenta in questa nuova veste candida suggerendo, e sponsorizzando, le "regine" 2010 di questo mercato. Non lo si dice con acredine, ognuno persegue le strategie che preferisce, la nostra è uguale da anni ed ha portato ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti, però è innegabile che questo crei sempre qualche caduta di entusiasmo e stavolta bastava davvero poco affinché rimanesse altissimo.
In effetti, ben consapevoli della nostra dimensione, nessuno di noi ha mai chiesto la luna, anzi, qualche miglioria, senza svenarsi, sarebbe stata cosa gradita quanto necessaria. Il famoso ”non succederà più” tanto divertente doveva essere un buon auspicio per l'impresa realizzata, non suonare ora quasi come un sinistro monito.
Lo abbiamo detto più volte, la passione fa la differenza, una società di calcio non può essere solo un'azienda qualunque, non si vendono prodotti, ma spettacoli, sogni, aspettative e anche speranze. Non sfamano, ma aiutano a vivere meglio, diventano parte attiva della vita di ognuno di noi. Lo sanno bene i tifosi, che andando spesso contro i loro personali “parametri” economici, sottoscrivono abbonamenti spesso per l'intera famiglia, con discreti sforzi, perché la Samp si ama comunque.
Qualcosa di strano sta succedendo anche nel sistema calcio. Se ne parla ancora poco, ma non è neppure corretto anteporre i diritti televisivi a quelli dei tifosi, che per la pensata del genio di turno, non sapranno più quando e se riusciranno ad andare allo stadio, pur avendo pagato, grazie allo “spezzatino” delle partite. Orari abbastanza assurdi che non favoriranno sicuramente la pacifica convivenza familiare né quella lavorativa. D'altra parte il recarsi allo stadio e seguire la partita dal vivo rimane sempre il modo irrinunciabile per passione e voglia di partecipare, non esiste nessuna televisione che possa rendere la stessa emozione, perciò sembra che, pur di essere presenti, dovremo sottostare anche a questa novità.
Lo faremo comunque, perché la Samp con i suoi colori e quelle maglie sono nel nostro cuore, e al cuore non si comanda. Forse, come giustamente ci si ricorda, ora non è il momento dei voli pindarici ma nuovamente dei piedi ben piantati per terra. Se nulla cambierà in questi quindici giorni, e tutti in realtà non vogliamo crederci, andremo a giocarcela comunque, chiamati ad un secondo miracolo nel giro di tre mesi. Siamo solo davanti alla porta della Champions, nella viva speranza che la buona sorte e tutti i valori in cui abbiamo fortemente creduto quest'anno e ci hanno tenuto orgogliosamente a galla nei momenti peggiori ci spingano innanzi, nuovamente... più in alto delle nuvole.
