La giovane Samp
Dal palco improvvisato sulla piazza principale di Moena, dove il paese ha dedicato una piccola festa in onore della nostra Sampdoria, il Dg Gasparin, presentando tutto il suo staff, ha mostrato vera emozione e orgoglio celebrando l'unicità dei colori blucerchiati. Come già fu per la presentazione delle nuove maglie, è evidente che solo la magia che scaturisce da questo effetto cromatico unico al mondo non può lasciare indifferenti.
Gasparin ha mostrato da subito abili doti di comunicatore, qualità utilissima oggi, sa toccare i tasti giusti senza clamori ma è sufficientemente “abbottonato” da non far trapelare nulla di più di quanto non abbia già esternato, e forse questo non lo rende appetitoso da parte di certi Media, che guardano con più favore i Presidenti-show o le dichiarazioni, talvolta deliranti, degli addetti ai lavori.
Al solito delusi dal panorama mediatico nazionale, rimaniamo assai compiaciuti dagli sforzi compiuti da chi cerca di dare notizie e servizi sulla nostra amata, dando ampio spazio all'informazione, anche in assenza di grossi colpi di mercato e a cui possono ispirarsi anche i famosi fan del bicchiere mezzo vuoto .
Eh già, non tutto il mondo è in attesa di sapere quale svolta avranno gli eventi milanesi, o gli sgarbi tra presidenti che si sottraggono a vicenda i giocatori all'asta, ed è di poco stimolo sapere se i blasoni avranno la meglio sulla crisi economica; per noi esiste soprattutto la Samp, che è tra quelle realtà nazionali che hanno operato benissimo ma su cui l'attenzione cade molto poco, e si intende attenzione positiva e meritocratica, non la mercanteria, di quella se ne fa volentieri a meno.
Un campionato da quarto posto, su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo, basta andare a rivedersi un po' lo “storico” delle dichiarazioni dell'anno precedente, non abbiamo venduto nessun gioiello e abbiamo dei giovani di sicuro interesse, tra cui qualcuno sicuramente già maturo per un eventuale salto nella massima serie. Questa al momento è la giovane Samp che emerge dalle prime amichevoli del ritiro, grande entusiasmo e tanta qualità. Mister Di Carlo ammette che c'è ancora da lavorare, ma quanto buono sta emergendo da questi ragazzi! Non è che nel carosello dei nomi che ci hanno accostato ultimamente, scopriremo invece che alcune soluzioni le abbiamo già in casa?
Certo, manca ancora qualcosa, qualche ruolo risulta scoperto e siamo un pochino appesi nell'attesa dell'esito della vicenda del buon Reto, spesso non si capisce ancora bene se risulti prevalente la figura del giocatore o quella del procuratore. Trovo pure di pessimo gusto l'abitudine di certa carta stampata a far passare i nostri beniamini come mercenari alla continua ricerca del ritocchino dell'ingaggio, mentre in altre piazze diventano “professionisti che cercano di capitalizzare al massimo”. Sarebbe forse meglio che le Società avessero un po' più di voce in capitolo, certi argomenti venissero trattati con più riservatezza e si cercasse di limitare il potere sempre crescente di questi intermediari.
Del resto ci si ricorda sempre che questo è il calcio moderno, che va nella direzione degli stadi sempre più virtuali, ma anche, e si spera, in un ridimensionamento in termini di sperperi e garbugli fiscali. Nel sistema calcio ognuno occupa una posizione, la nostra è quella dei tifosi, degli innamorati pazzi di Lei, di quelli che, pur trovandola ingiusta, sollevano le spalle e fanno una tessera, di altri che, con orgoglio e ragione, non la fanno ma saranno sempre lì comunque e si sgoleranno per tutta Europa.
In in mondo dove ogni cosa ha un prezzo, noi siamo gli unici che la propria passione la offrono gratis, dallo stadio, da casa, dagli ospedali, dalle strade. Molti mugugnoni, è vero, sempre troppi, magari gli stessi dell'anno scorso che vedevano la difesa improponibile, la squadra poco competitiva e che non sarebbe andata lontano. Si spera che portino così bene anche quest'anno...
