Moena, la magica
Tra le cime innevate che si tingono di rosa dall'alba al tramonto, suggerendo da sempre scenari fiabeschi, questa è Moena, la “fata” delle Dolomiti. Questa bella località montana, che deve il suo soprannome ad una curiosa, ma naturale, rifrazione della luce, ospita da ben nove anni il ritiro stagionale della nostra Samp.
I nostri campioni, alla guida “marziale” di Mimmo Di Carlo, da qualche giorno stanno lavorando su tattiche, schemi, esercizi per ritrovare la forma e la velocità, ma anche per fare gruppo e affiatarsi tra di loro; dopotutto anche questi elementi sono importanti per la preparazione ai molteplici impegni che ci attendono. Fortunati coloro che, liberatisi dagli impegni lavorativi, riescono ogni anno a salire a Moena e godere del clima benefico, in assoluta simbiosi con questo mondo blucerchiato che si sposta per prepararsi con calma al debutto.
La prima amichevole di rito, contro i Monti Pallidi, è finita da poco. Su desiderio di Di Carlo, non è stata solamente una sgambata di salute, al di là del risultato che da anni è in doppia cifra, le cose viste in campo sono veramente buone. Nonostante le inevitabili gambe un po' imballate, tipiche dell'inizio preparazione, tutti hanno avuto lo stesso spazio e mostrato davvero ottimi spunti.
Un grandissimo Fantantonio, alla ricerca perenne delle cose difficili, ma anche belle prodezze da parte di Nick Pozzi, Vladimir Koman, Salvatore Foti, Pedro Oblang, Guido Marilungo, lo stesso Simone Zaza, neo acquisto di fine giugno che ha dimostrato di avere buoni piedi e ottima tecnica.
Certamente è solo un primo test e non di nevralgico spessore e con la preparazione siamo all'inizi, ma contribuisce non poco a rasserenare gli animi turbati e accaldati di chi è rimasto in città e vive solo di notizie ed indiscrezioni. Aver visto questi ragazzi che si impegnano così tanto, specie quelli più giovani che vogliono affermarsi maggiormente fa da eco alle parole di Tosi e Gasparin e dovrebbe bastare a tranquillizzare gli animi sempre inquieti di molti tifosi. In due lunghi non-stop televisivi, a tutto campo sui temi blucerchiati, ho avuto modo di apprezzarli maggiormente per la chiarezza e la serietà che li accumuna. Mi è venuta in mente una datata intervista a Borea, sul caro e mai dimenticato Presidente Mantovani, e si ricordava quanto risultasse a lui odioso andare al “mercato del bestiame”, un suo ironico appellativo, e quanto preferisse, anche in termini economici, seguire sotto traccia giovani o giocatori affermati. A fari spenti, senza grandi clamori sono sempre stati fatti i colpi migliori.
Le parole di Gasparin rinnovano in parte la bontà di quelle tesi, in tutta sincerità ha ammesso che qualcosa ancora in entrata si deve fare, qualche ritocco è necessario, ma si farà tenendo conto che la realtà in ogni ora è in continuo aggiornamento, e quindi è inutile frustrarsi nel vedere porte che sembrano irrimediabilmente chiuse, quando in realtà, i veri obbiettivi non li conosce nessuno, sono ugualmente importanti e si possono concretizzare cogliendoli al volo.
Gasparin ha avuto ottime parole anche verso i giovani, specie su Guido, che il Lecce farebbe di tutto per poter riavere, e dopo averli visti tutti in campo non gli si può dare certamente torto.
Guardiamoci intorno, un mese e mezzo circa alla fine del mercato, il tempo non manca e sono tutti immobili, quasi in attesa. Chi sembra tanto in movimento alla fine non ha ancora concluso un granché ed è un pour parler probabilmente a fini propagandistici.
Anche se a qualcuno risulterà stucchevole, continuo a preferire una sana e razionale gestione della Società a cui il nostro Presidente Garrone apporta continuamente nuova linfa, e mi sembra evidente quanto questa nuova dirigenza sia partita con il piede giusto, con i titoli per fare bene ma desiderosa anche di farsi rispettare, che è in realtà il desiderio di tutti.
Ermetici? Aspettare prima di giudicare..
