L'ItalJuve e la Sampdoria dei Campioni
Italia a casa, miseramente a casa, 2 pareggi contro Paraguay e Nuova Zelanda, una sconfitta contro la Slovacchia, 5 goal subiti, 4 realizzati, dei quali soltanto 2 su azione, ultimo posto nel girone con conseguente eliminazione. Numeri incontestabili che rappresentano il disastro azzurro in Sudafrica. Televisioni, giornali, radio, siti internet hanno ampiamente trattato l’argomento Nazionale, Sampdorianews.net si dedica ad un’analisi strettamente blucerchiata.
Umanamente parlando è un periodo d’oro per Antonio Cassano, che sabato scorso ha sposato la sua Carolina, coronando un amore genuino e contagioso. Sotto il profilo calcistico Fantantonio ha contribuito attivamente al raggiungimento dei preliminari di Champions, un obiettivo impensabile per media e tifosi, ma non per lui, che, sotto sotto, ci sperava fin dal momento del suo arrivo sotto la Lanterna. Isole Figi e Polinesia saranno i luoghi della luna di miele, ma l’intera Italia sportiva si è interrogata sulle ragioni che hanno determinato la sua assenza in Sudafrica.
Tutti lo avrebbero portato al Mondiale, tutti tranne Marcello Lippi e pochi intimi: probabilmente resterà un mistero la mancata convocazione di Fantantonio. Ogni tecnico ha diritto ad effettuare delle scelte, ma il selezionatore, rappresentando la guida di una Nazionale, di un Paese calcistico, è investito dal dovere di motivare le proprie decisioni, senza evitare le domande più scomode dei cronisti, oppure fingere di pulirsi gli occhiali dinanzi all’immagine del campione blucerchiato. Non ha fornito alcuna spiegazione né tattica, né comportamentale, noi escludiamo l’aspetto tecnico, perché chiunque avesse dubbi sulla classe del nostro numero 99, sarebbe deriso pubblicamente.
Se Fantantonio non è nemmeno partito, non possono ritenersi molto più soddisfatti gli altri blucerchiati, quelli scelti da Marcello Lippi. Giampaolo Pazzini ha avuto “il lusso” di giocare una manciata di minuti contro la Nuova Zelanda, gettato nella mischia in un’Italia completamente allo sbando e incapace di superare un avversario palesemente modesto. Al “Pazzo” è stato preferito Vincenzo Iaquinta, che, in termini di prestazioni e goal, ha fatto ampiamente desiderare in una stagione deludente per la Juventus e costellata di infortuni a livello personale. Per dar spazio all’attaccante bianconero, l’ex Ct Lippi ha rinunciato a Marco Borriello e accantonato Giampaolo Pazzini….
Il volto di Angelo Palombo nel finale della gara contro la Slovacchia vale più di mille parole: disperazione, incredulità, sana e legittima incavolatura nell’assistere allo scempio in campo e ad un imprevisto abbonamento alla panchina, senza nemmeno un minuto in campo in oltre 270’. Bastava dargli fiducia contro la Slovacchia al posto dell’esausto Gattuso…
La Juventus dell’ultima stagione, capace di far peggio della compagine allenata da Gigi Maifredi negli anni ’90 in termini di sconfitte subite in un campionato, e in generale il vecchio blocco di Germania 2006 hanno avuto automaticamente credito da Marcello Lippi, ma…Buffon è più ai box che in campo, Zambrotta ha avuto scarso spazio al Milan, Cannavaro ha trovato squadra soltanto in Dubai, Gattuso ha terminato la benzina, Pirlo è pieno di acciacchi, Camoranesi è stata una delle più grosse delusioni juventine, Iaquinta è stato bloccato da continui infortuni. Tra i superstiti di 4 anni fa soltanto De Rossi, per età e rendimento, ha meritato sul campo la convocazione e lo spazio nell’11 titolare.
Andando per un attimo oltre i confini blucerchiati come si fa a spiegare l’accantonamento di Bonucci, forse il miglior difensore italiano dell’annata, conteso dalla Juventus, a favore di Cannavaro, che le compagini nostrane hanno lasciato andare nel Dubai, la decisione di rinunciare al cagliaritano Cossu, al quale è stato preferito un Camoranesi nervoso e abulico, o i mille ruoli assegnati a Marchisio, oppure infine lo scarso minutaggio concesso a Quagliarella?
Una delle peggiori Juventus di sempre ha avuto cento volte più considerazione e spazio della Sampdoria dei Campioni, capace di scrivere una nuova pagina di storia, qualificandosi ai Preliminari di Champions League in virtù di un fantastico quarto posto. Storari e Gastaldello mai considerati, Palombo spettatore non pagante, Pazzini quasi, Cassano snobbato. Alla fine dei conti, al di là dell’incommensurabile delusione dei nostri beniamini, qualche lato positivo si può trovare: forse i rumors di mercato nei loro confronti si attenueranno un po’, i diretti interessati non hanno subito infortuni e non sono stati travolti dal crollo dell’Italia bis, o della Vecchia Italia, a seconda dei punti di vista, di Marcello Lippi, per il quale la Sampdoria dovrebbe rappresentare tanto, tantissimo.
Immaginate quante polemiche si sarebbero generate se i nostri beniamini fossero scesi in campo, o se Cassano non avesse saltato nemmeno una partita? Lo staff, i compagni, la stampa non avrebbero esitato un attimo a sceglierlo come colpevole numero 1, ritirando fuori dubbi sulla sua collocazione tattica, o le ormai abbandonate “Cassanate”, per coprire i demeriti dei veri colpevoli, o per vendere qualche giornale in più.
Marcello Lippi ha dichiarato di non aver lasciato a casa nessun fenomeno, noi la pensiamo in modo esattamente opposto. Fabio Cannavaro invece ha voluto precisare che l’Italia, con Antonio Cassano, non ha mai vinto nulla. Gli ricordiamo che la forza di una squadra e soprattutto di una Nazionale è rappresentata dal gruppo, non dal singolo; quando si vince, vincono tutti, quando si perde, tutti devono prendersi le proprie responsabilità. Una considerazione tanto provocatoria, quanto scontata: se il Napoli di Maradona non avesse vinto Scudetti e Coppe, i pareri del mondo intero sul fantasista argentino si sarebbero limitati, ridotti o tramutati in dubbi? No, perché Maradona era il numero 1 e, se avesse avuto la sfortuna di giocare in una squadra molto meno attrezzata e non fossero arrivati i trionfi, sarebbe sempre rimasto tale.
Guardando esclusivamente il campo Cassano e Pazzini avrebbero meritato mille volte in più lo spazio invece concesso a Cannavaro & Company. Con Prandelli si spera che le cose possano cambiare: si attendono le decisioni del nuovo C.t. sulle sue due vecchie conoscenze, il fantasista ai tempi di Roma, il bomber durante l’esperienza viola. Adesso ci appelliamo alla meritocrazia, nei giovani, nella forza del gruppo autentico e sano, sperando che gli ostracismi verso i talenti e le vecchie glorie al capolinea siano soltanto vecchi ricordi destinati a non tornare mai più d’attualità.
